50 sfumature di terapia

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C’è un sito dove vengono presentate più di 50 schede, relative ad altrettanti tipi di terapie a carattere psicologico che hanno raggiunto un certo livello di diffusione.

Il sito è quello di Good Therapy Australia.

Propongo qui l’elenco delle schede, in ordine alfabetico:

  1. Acceptance and Commitment Therapy
  2. Art Therapy
  3. Be Set Free Fast
  4. Bio-dynamic Massage
  5. Christian Counselling
  6. Cognitive Behavioural Therapy
  7. Conversational Model
  8. Creative Arts Therapy
  9. Dance Therapy
  10. Developmental
  11. Dream Work
  12. EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing)
  13. Emotional Freedom Techniques
  14. Emotional Release
  15. Emotionally Focused Therapy
  16. Equine Assisted Therapy
  17. Ericksonian
  18. Existential
  19. Experiential
  20. Freudian
  21. Gestalt
  22. Hakomi
  23. HeartMath
  24. Hypnotherapy
  25. Imago Relationship
  26. Inner Child
  27. Integral
  28. Interpersonal
  29. ISTDP (Intensive Short-Term Dynamic Psychotherapy)
  30. Journal Therapy
  31. Jungian
  32. Marriage and Family
  33. MBTI (Myers-Briggs Type Indicator)
  34. Meditation
  35. Mindfulness
  36. Music Therapy
  37. Narrative Therapy
  38. Neuro Linguistic Programming
  39. Object Relations
  40. Person Centred
  41. Play Therapy
  42. Process Oriented
  43. Provocative Humour
  44. Psychoanalytic
  45. Psychodrama
  46. Psychodynamic
  47. Psychosexual
  48. Psychosynthesis
  49. Radix
  50. Reality Therapy
  51. REBT (Rational Emotive Behaviour Therapy)
  52. Sand Tray
  53. Schema Therapy
  54. Self Psychology
  55. Solution Oriented
  56. Somatic Psychotherapy
  57. Soul Centred Psychotherapy
  58. Structured Relapse Prevention
  59. Systems Theory
  60. Transactional Analysis
  61. Transpersonal

Ne discendono alcune considerazioni, con particolare riferimento al movimento psicologico italiano, anche sulla base della mia lunga esperienza di Professore, di Preside, di Presidente di Esami di Stato o di conferenziere in psicologia, sull’insieme dell’elenco:

  • Il medio studente di psicologia non ha mai sentito nominare nell’arco dei suoi studi, anche una sola volta, molte di queste etichette psicologiche.
  • Ben pochi, anche tra i professionisti della disciplina o tra i professori della materia, saprebbero spiegare anche solo superficialmente la gran parte delle parole o delle sigle presenti nell’elenco.
  • Dal punto di vista della cultura italiana diffusa o della pop psychology: la generalità dei miei concittadini, anche intellettualmente preparati e attenti, non saprebbe dire quasi nulla di quasi nessuna tra queste etichette.
  • Confermo però che le etichette indicate sono verosimili, nel senso che le ho incontrate più o meno tutte nell’ambito della letteratura (e in parte della pratica) che costituisce il movimento psicologico internazionale. Alcune voci sono marginali nel movimento, mentre altre sono seguite in misura maggiore; ma tutte esistono realmente.
  • Aggiungo che potrei citare almeno qualche decina di altre etichette che sono almeno altrettanto presenti nel movimento psicologico internazionale. In effetti: la quantità di teorie psicologiche, e particolarmente di teorie della personalità, che risultano presenti nella letteratura psicologica è straordinaria. Anche limitandosi ai principali manuali, si tratta di decine o meglio di centinaia di impianti speculativi che si pretendono diversi tra loro.
  • Ritengo del tutto inverosimile che ciascuna di queste etichette possa corrispondere ad una teoria o ad una terapia, o anche semplicemente ad una psicotecnica specifica, che sia del tutto diversa e autonoma rispetto alle altre. In larga parte si tratta di nomi diversi per pratiche molto simili, specie a motivo della loro indeterminatezza, che tende ad evocare sempre (come proprio punto di riferimento fondativo) la medesima gamma piuttosto indifferenziata di atteggiamenti e di pratiche e di costrutti concettuali.
  • La stragrande maggioranza (per essere ottimisti) di queste etichette non fa riferimento a ricerche che ne dimostrino le qualità scientifiche e men che meno l’efficacia clinica, almeno sulla base di evidence based randomized controlled trial accettabili per la collettività scientifico-clinica internazionale. Il che non sempre è un male, specie se  consideriamo che la psicologia è anche un’arte oltre che una scienza, ma merita di essere sottolineato.
  • La letteratura di riferimento che aiuta a descrivere con dettaglio la singola etichetta è spesso modesta (sempre: per essere ottimisti) sia quantitativamente sia soprattutto qualitativamente e consiste, in non pochi casi, solo di qualche articolo discorsivo o di generici testi auto-celebrativi.
  • Tuttavia, per molti di questi nomi, ho incontrato (in Italia o più spesso altrove) delle persone che sembrano trovare elementi utili per definire la propria identità anche dentro a questi nomi e che sono convinte si tratti di modelli specifici e ben diversi dagli altri.

Conclusione: la consulenza psicologica usa molti nomi diversi per indicare teorie ed interventi che paiono  invece molto simili tra loro.

Una delle impressioni più forti che ne ricavo, in prima battuta, è che si tratti di etichette il cui scopo è spesso quello di fornire un punto di riferimento per definire almeno simbolicamente un vantaggio differenziale rispetto alla concorrenza professionale, più che per identificare una lucida, ben argomentata e verificata distinzione fra modelli teorici e clinici differenti.

Forse, per capire davvero la psicologia ma anche per migliorare l’efficacia e il successo della professione, sarebbe meglio tornare allo studio, alla ricerca e all’approfondimento formativo, più che lasciarsi andare troppo alla battaglia dei network.

 

Fonte – L’elenco qui riportato è presente sul sito alla data di giugno 2015. Good Therapy Australia non dice molto di sé sul suo sito, ma sottolinea che dal 2005 è diventata un’organizzazione non profit (“a not-for-profit organisation and registered health promotion charity”). Good Therapy Australia dichiara che al gruppo si sono iscritti un migliaio di “Registered health professionals with a private practice”. Gli iscritti sono qualificati come: Psychologists, Clinical Social Workers, Integrative Medical Practitioners, Psychotherapists, Psychoanalysts, Relationship & Family Therapists, Counsellors. Per inciso: nell’elenco, ho dovuto aggiungere di persona tra parentesi la spiegazione degli acronimi la quale non c’è nell’originale (la loro conoscenza presso il pubblico è evidentemente data per scontata dagli autori del sito).

 

 

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