Antipsichiatria Duemila: Accuse e difese mediche autorevoli

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Marcia Angell pubblica nel 2011 un’analisi puntuale della situazione che si è determinata nella medicina degli anni Duemila a proposito della Salute Mentale e degli Psicofarmaci.

 

Un autorevole medico antipsichiatrico?

 

Marcia Angell è stata capo di una delle riviste mediche più scientifiche in assoluto, il leggendario New England Journal of Medicine, di cui nel 1999 è la prima donna ad essere nominata Direttore (editor-in-chief) come non era mai successo a nessun’altra donna in tutta la storia del Journal sin dalla sua fondazione nel 1812.

Angell presenta la sua ampia e brillante analisi in due articoli pubblicati con grande seguito di pubblico sulla New York Review of Books, anch’essa di grande autorevolezza fra gli intellettuali statunitensi e non.

I due testi di Marcia Angell, entrambi open-access su internet, sono: The epidemic of mental illness: Why? June 23, 2011; The Illusions of psychiatry, July 14, 2011.

L’autorevolezza medica di Marcia Angell è indubbia, come testimonia il fatto di essere stata nell’editorial staff del New England Journal of Medicine per circa un quarto di secolo a partire dal 1979.

Marcia Angell si è distinta, oltre che per le sue attività di ricerca medica, per i suoi numerosi interventi, sotto forma di saggi come anche di interviste, che hanno messo in evidenza non pochi elementi di preoccupazione che possono emergere da un intreccio perverso fra sistema medico e sistema farmaceutico negli Stati Uniti.

Angell sviluppa più in generale delle circostanziate analisi sulle collusioni che aleggiano fra sistema assistenziale e industria farmaceutica e che in molti loro punti (a dispetto dei ricorrenti pregiudizi italici in materia) paiono quasi realizzati dal giornalismo critico italiano, benché trattino degli Stati Uniti.

Basta vedere la bibliografia di riferimento in fondo a questo articolo per farsene un’idea.

Ai dubbi di Marcia Angell cerca di rispondere, benché con minore eco mediatica, John Kristal, autorevole presidente dello American College of Neuropsychopharmacology ACNP.

Kristal riesce a riassumere con esattezza le analisi di Angell, peraltro sottolineando che il movimento psichiatrico statunitense le giudica corrette e che ne tiene conto, ma aggiunge che Angell appare ingiusta nel sottovalutare lo sforzo di buona volontà che viene profuso da parte degli psichiatri, e più in particolare dei neuropsicofarmacologi, per cercare di fare fronte ai propri limiti.

In questo modo, Krystal ci offre una lista delle analisi critiche da parte del mondo medico-sanitario non specificamente psichiatrico sulla psichiatria e più ancora sugli psicofarmaci, che merita di essere riportata.

Le critiche di Angell sono sintetizzate (e sostanzialmente condivise) da Krystal in pochi punti principali, che traduco qui pressoché letteralmente:

  • Le diagnosi psichiatriche si basano sui sintomi e non sulla fisiopatologia.
  • I trattamenti psichiatrici non sono abbastanza efficaci.
  • Gli psicofarmaci più recenti sono solo di poco più efficaci (quand’anche lo siano davvero) rispetto ai farmaci più vecchi.
  • L’industria farmaceutica intrattiene regolarmente relazioni discutibili e sospette con le persone e con le organizzazioni che operano nell’ambito della professione psichiatrica.
  • Ci sono evidenti ostacoli per l’accesso ai trattamenti psicosociali (invece che psicofarmacologici) per chi soffre di disturbi psichiatrici.
  • Gli psichiatri prescrivono farmaci solo per il trattamento dei sintomi, invece che per fare fronte a problemi biologici che siano stati chiaramente identificati.
  • La capacità psichiatrica di comprendere la neurobiologia dei sintomi psichiatrici è molto limitata (ammesso che ci sia).
  • Non sono stati ancora identificati dei bio-marcatori obiettivi, che possano guidare la diagnosi psichiatrica o che permettano di mettere in relazione il caso di ciascun singolo paziente con un farmaco specifico.

 

Che, secondo alcuni dei suoi presunti accusati, avrebbe pure ragione

 

Segue un’accorata difesa della neuropsicofarmacologia da parte di John Krystal, che riesce senz’altro interessante, benché il fulcro della sua argomentazione poggi in parte notevole sul fatto che la neuropsicofarmacologia presenta sì i limiti analizzati da Marcia Angell, ma che questi sono assai diffusi anche in altri settori della medicina.

In sostanza, l’argomentazione di John Krystal è: noi psicofarmacologi non siamo un gran che, ma nemmeno gli altri medici lo sono.

Sottolinea Krystal, letteralmente, che nella psicofarmacologia psichiatrica:

  • In realtà i dati clinici riescono davvero ad offrire talvolta un sostegno empirico [quindi: non scientificamente articolato – ndr] per la validità delle diagnosi basate sui sintomi [quindi: le diagnosi psichiatriche, secondo il Presidente degli psicofarmacologi, sono effettivamente basate solo sui sintomi – ndr].
  • La psichiatria non è certo l’unica area della medicina che prescrive i farmaci in base ai soli sintomi, invece che basandosi sulla fisiopatologia del paziente, dato che molte altre specialità mediche fanno lo stesso.
  • Gli psichiatri psicofarmacologi operano con dei limiti che non sono molto diversi, per efficacia relativa, dai limiti che caratterizzano i trattamenti usualmente attutati nel caso di molti altri disturbi cronici.

Riesce infine curiosa anche la conclusione di Krystal, che non contesta le valutazioni di Angell, ma che si limita a giudicarle incomplete.

 

Dagli amici mi guardi Iddio

 

Conclude Krystal: “Angell ha scritto un articolo pieno di mezze verità” anche perché “non fornisce alternative allo status quo”.

Infine Krystal ribatte ad Angell, come ultime parole che chiudono ad effetto l’intervento, il fatto che pure lei in fondo persegue “Una forma di illusione”.

Le analisi di Marcia Angell (che vedremo meglio in altre occasioni) sono acute, circostanziate ed esposte in modo efficace.

Le analisi di John Krystal non lo sono altrettanto, ma paiono sincere e argomentate anch’esse, per cui meritano di essere ponderate con rispetto e attenzione.

Talvolta però mi chiedo anche se certe difese possano risultare davvero efficaci ai fini della difesa di ciò che vorrebbero difendere.

 

 

Riferimenti per approfondire
Angell, M. (1996). Science on trial: The clash of medical evidence and the law in the breast implant case. New York: Norton.
Angell, M. (2004). The truth about the drug companies: How they deceive us and what to do about it. New York: Random.
Angell, M. (2004). The truth about the drug companies. New York Review of Books, July 15.
Angell, M. (2009). Drug companies & doctors: A story of corruption. New York Review of Books, January 15.
Angell, M. (2011). The epidemic of mental illness: Why? New York Review of Books, June 23;
Angell, M. (2011). The Illusions of psychiatry. New York Review of Books, July 14.
Krystal, J. (2011). Dr. Marcia Angell and the illusions of anti-psychiatry. American College of Neuropsychopharmacology.

 

I testi principali da cui Angell parte per sviluppare le sue analisi nella New York Review of Books sono: 
The Emperor’s New Drugs: Exploding the Antidepressant Myth by Irving Kirsch, Basic Books.
Anatomy of an Epidemic: Magic Bullets, Psychiatric Drugs, and the Astonishing Rise of Mental Illness in America by Robert Whitaker, Crown.
Unhinged: The Trouble with Psychiatry – A Doctor’s Revelations About a Profession in Crisis by Daniel Carlat, Free Press.
Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fourth Edition, Text Revision (DSM-IV-TR) by American Psychiatric Association, American Psychiatric Publishing.