Chirurgo: Divino sacerdote di Chirone

 

L’improbabile etimologia mainstream di Chirurgo o di Chirurgia, stancamente ripetuta di default nella generalità dei testi divulgativi sulla materia, immagina che il termine venga da χείρ-χειρός (keir-keiròs: mano) e da ἔργον (ergon: opera).

Per cui la Chirurgia coinciderebbe con la Attività di Mano.

 

Apollo, Chirone ed Esculapio (da sinistra a destra) in un affresco dipinto a Pompei e conservato al Museo Archeologico di Napoli

 

Mi chiedo perché si sia scelto di evitare l’etimologia più verosimile, che invece è chiaramente composta dal greco Χείρων o Χίρων  (Cheiron-Chiron: il centauro) e dal latino urgeo-urgere, cioè premere, spingere, incalzare?

Secondo tale etimologia, decisamente più solida, il Divino Chirurgo coincide con colui il quale è: Mosso da Chirone. In tal caso si legge esattamente: Cheirurgos. Peraltro, in greco si scrive: Keirourgos (Χείρουργóσ).

Chirone in italiano (Χείρων o Χίρων in greco; Chiron in latino) è il più nobile, sofisticato e saggio fra i centauri, secondo la mitologia greca condivisa dagli Etruschi-Latini.

Chirone è il grande Maestro che guarisce Achille e che insegna la medicina a Esculapio (greco Ἀσκληπιός, latino Aesculapius) il semi-dio greco della medicina, figlio di Apollo ma di natura umana e abitante nell’isola di Kos.

Già nutro solidi dubbi sul fatto che Ippocrate sia mai esistito come essere fisico individuale. O più precisamente: ritengo che il termine “Ippocrate” si riferisca in effetti ad una figura di centauro o di personaggio mitico, che simboleggia coloro i quali sono in grado di dominare la natura animale-animata. Per cui Ippocrate, tanto quanto Chirone, può essere anche il sacerdote di Poseidone-Posidone (il dio-cavallo, che è secondo solo ad Atena) la cui celebrazione al tempo dei Greci si chiama curiosamente proprio: Ippocrata (Ιπποκρατα).

Perché mai il Chirurgo non può essere il sacerdote di Chirone, colui il quale ne è impossessato e che da lui viene mosso alle più grandi imprese della medicina?

Magari quella che ho appena descritta è un’etimologia più corretta di quella della mano, e magari no. Tuttavia: a me pare altamente verosimile.

Allora su tutta questa storia potrebbe avere giocato negativamente la pop culture delle immagini, delle percezioni, delle rappresentazioni cognitive; specie nella forma del gioco dei ruoli e delle gilde professionali.

In particolare può avere agito la volontà, oggi fortunatamente evaporata ma ben solida nell’epoca medioevale o sorboniana (per dirla con Molière) da parte dei nobili medici (aulici, filosofici, scientifici) che pretendono di sottolineare la natura inferiore, in quanto concreta, dei popolari chirurgi (materiali, pragmatici, artigianali).

Per cui, secondo tale leggenda, almeno quando la si vuole affermare in tempi precedenti alla nuova e straordinaria scienza-tecnica chirurgica soprattutto novecentesca: il medico, che è soprattutto un teorico e un signore il quale non si abbassa a pratiche manuali, è la mente; mentre il chirurgo non sarebbe un medico bensì solo un cerusico, un barbiere, un manovale appunto (che lavora con le mani).

Una simile battaglia a sfondo corporativo si è fortunatamente molto ridotta d’intensità ai tempi nostri. Ma ne rimangono tracce in alcune etimologie fantasiose, ancorché espresse con serietà, come quella più banale del chirurgo.

Se l’origine che notiamo qui è, oltre che altamente verosimile, anche esatta (come mi pare evidente) allora i Medici e i Chirurgi ritrovano una dignità equivalente.

I Medici e i Chirurgi sono entrambi divini, entrambi ippocratici-chironici o quanto meno centaurici; ancorché essendo gli uni i sacerdoti del logos (la scienza) della cura e gli altri i sacerdoti della techne (l’arte) del corpo.

Una volta di più: l’osservazione diretta e ravvicinata (magari con pedante lucidità) della storia ci aiuta a meglio capire la realtà attuale delle rappresentazioni mentali (della terapia).