Comportamentista non è una teoria bensì un mestiere

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Il comportamentismo è una teoria psicologica di grande successo, che domina la psicologia internazionale (statunitense) più o meno dagli anni ’10 agli anni ’60 del Novecento.

Per capire davvero la natura di tale costrutto, così come la sua pervasività nella cultura nordamericana, occorre però tenere presente che il Comportamentismo non coincide con il Comportamentista.

Il termine Behavior-ist definisce qualche cosa di molto più vago e di più generico di quanto non lo sia uno specifico e ben definito pregiudizio filosofico-ideologico di alcuni studiosi della mente e del comportamento.

Prima di condizionare cani e ratti, il Comportament-ista è propriamente un membro generico di quella categoria di professionisti che si occupano della mente e del comportamento, i quali ne fanno un impegno costante, i quali si identificano con questo tema.

Una traduzione che cercasse di renderne correttamente il senso potrebbe essere: comportamentologo, mentaliere, addetto al pensiero, psichista o qualche cosa del genere.

In pratica: tutti coloro i quali si occupano di comportamento possono essere definiti comportament-isti, indipendentemente dal fatto di stare in laboratorio, in clinica, sul campo, in aula o dal fatto di somministrare test o di condurre analisi filosofiche attorno alla mente, all’apprendimento o ai sogni.

Riferito alla lingua italiana: comportament-ista sta a comportamento come farmac-ista sta a farmaco, automobil-ista sta ad automobile, music-ista sta a musica, collezion-ista sta a collezione, profession-ista sta a professione e così via.

Esempi analoghi in anglo-americano sono: chem-ist, (chimico) physic-ist (fisico) therap-ist (terapeuta) art-ist (artista) scient-ist (scienziato) e così via.

Quindi, in via di principio: il Behaviorist-Comportamentista può anche essere un seguace di Pavlov, di Hull, di Skinner o di Wolpe, ma più che altro è uno che (in generale) si occupa di psicologia.