Descrizioni & Prescrizioni dei Comportamenti

Andrew Baines .com (particolare)

 

Le descrizioni dei comportamenti e le prescrizioni dei comportamenti si confondono costantemente tra loro. Questo dato interviene in qualsiasi racconto del mondo, ma va tenuto particolarmente presente nel caso della Psicologia, che vuole anche essere proprio una Scienza del Comportamento.

La differenza tra le due prospettive fa riferimento a due diverse rappresentazioni:

  1. La gente di solito si comporta di fatto così (presunta descrizione veritiera).
  2. La gente di solito dovrebbe comportarsi così (presunta prescrizione veritiera).

La tradizione classica moderna è prescrittiva. Vuole indicare: Come di norma (in base alla giusta regola) ci si deve comportare?

La tradizione moderna scientifica è descrittiva. Vuole indicare: Come di norma (in base alla giusta regola) sembra ci si comporti?

In effetti: non si tratta di posizioni antagoniste, quanto piuttosto di variazioni attorno a un medesimo registro.

La prescrizione (rilevazione soggettiva) è anche constatativa. La descrizione (rivelazione oggettiva) è anche prescrittiva.

Secondo entrambe le prospettive: si pretende che l’indicazione del comportamento regolare (la regola del comportamento) derivi direttamente da una fonte autorevole, super partes, di per se stessa credibile in quanto trascende la soggettività individuale.

In entrambi i casi: si fa riferimento a un’autorità superiore, la quale ci fornisce la Regola-Norma cui sottometterci.

Nella tradizione occidentale dell’era volgare, cioè negli ultimi duemila anni ma non prima (se non per alcune frange ebraiche) si tratta del libro verbale della rivelazione soprannaturale-metafisica, comunicato direttamente da Dio.

A questa disposizione si contrappone successivamente il movimento scientifico moderno, anch’esso con pretese egemoniche, che si rifà al libro matematico della rivelazione naturale-fisica, comunicato direttamente dalla Materia.

Entrambe queste regole parlano da sole, in forma scritta, autocraticamente e unilateralmente.

Entrambe le tradizioni sono monoteiste: una sola parola divina, una sola verità naturale.

In entrambe le tradizioni: occorrono poi dei profeti, o almeno degli interpreti che si pretendono competenti; cioè degli umani potenzialmente superiori. Questi si fanno portavoce, a partire dalla difficile e non evidente lingua in cui la verità si manifesta, per renderla comprensibile anche agli altri umani.

Nel primo caso: si promuovono preti e sacerdoti. Nel secondo caso: si promuovono sperimentatori e scienziati.

A queste figure ufficiali si affiancano costantemente delle figure intermedie di concorrenti, che i gruppi primari canonici del momento cercano sempre di screditare e meglio ancora di eliminare fisicamente, in una posizione (una terra di mezzo) né propriamente descrittiva né propriamente prescrittiva, bensì appunto intermedia: visionari, maghi, alchimisti, astrologi, mistici, riformatori, politici, entusiasti, saggi, dilettanti e così via.

Ma restiamo ai due poli estremi della recente storia occidentale, posto che comunque ciascuno dei due funzionari oggi dominanti (Sacerdote o Scienziato; Chierico o Ricercatore) accusa sempre l’altro di appartenere alla terra di mezzo.

In entrambi i casi: si ritiene che i rivelatori-rilevatori non debbano applicarsi a temi pratici, ma solo alla conoscenza di base.

Si pretende pure che siano mantenuti dalla collettività, senza offrire alcuna contropartita, a parte la loro costante testimonianza personale di elevazione verso la conoscenza vera, in forma di preghiere o di pubblicazioni.

Un esempio paradigmatico, che evidenzia la controversa, è il tema della vita che nasce. Se fai riferimento all’autorità biblica mediorientale: allora il mondo è stato creato e gli umani sono stati creati con lui. Se fai riferimento all’autorità evolutiva angloamericana: allora il mondo è venuto fuori da solo e gli umani sono venuti fuori da soli con lui.

Altro esempio, più circostanziato: se la Scrittura biblica (o l’esegesi dei Dottori della Chiesa) ci dice che l’omosessualità è sbagliata, allora questa è contro natura. Ma se la Scrittura darwiniana (o la rivista ad elevato Impact Factor) ci dice che l’omosessualità esiste tra gli animali, allora questa può essere considerata una buona regola di vita.

 

 

Conclusioni

 

Possiamo dunque stabilire, pro tempore, che:

  1. L’indicazione constatativa contiene soggettivamente connotazioni prescrittive.
  2. L’indicazione prescrittiva contiene oggettivamente connotazioni constatative.

 

 

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