Donders: Tempi di reazione

 

L’olandese Franciscus Cornelis Donders (1818-1889), all’università di Utrecht, studia le anomalie dell’occhio ed è tra i fondatori dell’oftalmologia

Negli anni ’50 e ’60 dell’Ottocento, ispirato dalle ricerche di Helmoltz sui tempi di trasmissione degli impulsi nervosi, studia i tempi di reazione che vengono impiegati dagli esseri umani nello svolgimento delle loro attività

Donders definisce “Cronometria mentale” l’ambito delle sue indagini, assai rilevanti per la Nuova Psicologia Scientifica

La metodica di Donders è utilizzata spesso nel laboratorio di psicologia sperimentale di Wundt a Lipsia

Verrà poi accantonata, con il declino dello strutturalismo, per essere rilanciata negli anni ’60 del Novecento e diffondersi come uno dei metodi preferiti dalla psicologia cognitivista

La cronometria mentale nasce dalla convinzione che:

  • la mente umana opera secondo un processo meccanico lineare
  • attivato dalla recezione sensoriale di uno stimolo attraverso i nervi
  • che è seguita da un trattamento cerebrale a livello centrale
  • per concludersi con l’emissione di una risposta
  • le differenze fra i tempi che intercorrono tra lo stimolo e la risposta, nello svolgimento di ciascuno dei diversi compiti, concretizzano le differenze nei processi cognitivi necessari per realizzarli

Si evidenziano, in laboratorio, tre situazioni principali:

  • A – Tempo di reazione semplice: un solo stimolo, con una sola risposta; esempio: quando si accende la luce, schiacci il pulsante
  • B – Tempo di reazione composto a scelta semplice: più stimoli contrapposti, con una sola risposta; esempio: con l’accensione di una luce rossa, ma non con quella di una luce verde, schiacci il pulsante
  • C – Tempo di reazione composto a scelta complessa: più stimoli contrapposti, con più risposte contrapposte; esempio: con l’accensione di una luce rossa schiacci il pulsante 1, con la luce verde schiacci il pulsante 2, con la luce gialla il 3

Quindi, in teoria, applicando il “Metodo sottrattivo”:

  • con B – A : ottengo il tempo mentale necessario per una scelta semplice
  • con C – A : ottengo il tempo per elaborare una scelta complessa
  • con C – B : definisco la differenza tra scelta complessa e scelta semplice

Si ritiene che il costrutto dei tempi di reazione presenti alcune implicazioni generali:

  • Permette di operazionalizzare i processi di pensiero, attraverso uno strumento verosimile e oggettivo per misurarli e confrontarli
  • Conferma il modello dell’uomo-elaboratore-di-informazioni, facendolo evolvere dalla vecchia idea dell’uomo macchina in senso meccanico
  • Tuttavia: la convinzione secondo cui il tempo di reazione coinciderebbe con il nostro processo mentale è un pregiudizio ipotetico non dimostrato
  • Mentre è anche un modo, fintamente oggettivo, per suffragare l’ideologia materialista che concepisce la nostra psicologia come semplice epifenomeno di meccanismi biologici

 

 

 

 

 

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