DSM: Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders

 

DSM è un marchio registrato che sta, in italiano, per: Manuale Diagnostico e Statistico delle Malattie Mentali (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders)

 

 

DSM è un’indagine di opinione, condotta raccogliendo il parere di una giuria di testimoni privilegiati negli Stati Uniti, con lo scopo di realizzare un dizionario standard che fornisca un linguaggio comune a tutti gli psichiatri

Il DSM è definito “statistico” nel senso che riporta una descrizione media della malattia mentale, secondo le valutazioni espresse da alcuni membri influenti della Associazione Americana degli Psichiatri: una specie di Consiglio Superiore autogestito della Malattia Mentale (nell’ultima versione si tratta di 27 persone)

Il DSM era stato pubblicato per la prima volta nel 1952, per essere poi modificato 7 volte Nel 2013 è uscita la versione DSM-V ($ 130 in brossura)

Le opinioni prodotte dal comitato DSM sono state riorganizzate molte volte per cercare di raggiungere, da una versione all’altra, un nuovo compromesso tra le diverse correnti che si contrappongono all’interno dell’Associazione Psichiatrica Americana

Il DSM ha avuto successo come prontuario per gli psichiatri, benché proclami delle interpretazioni che a volte lasciano perplessi

Valga qualche esempio, tra i molti possibili:

  • Per tutti i suoi primi trent’anni il DSM si è ispirato soprattutto alle teorie psicodinamiche, poi le ha abbandonate come se niente fosse ed ha scelto di promuovere solo teorie bio-mediche
  • Da un’edizione all’altra, il numero dei quadri possibili per le malattie mentali è cresciuto a dismisura, quadruplicandosi: da circa 100 a circa 400; per cui è stato calcolato che dovremmo ormai classificare almeno un terzo della popolazione adulta di oggi, se seguissimo la proposta del DSM, come malata di mente (e non in senso metaforico)
  • Per vent’anni, fino al 1972 il Comitato DSM stabilisce che l’omosessualità è una malattia mentale, poi la trasforma in malattia dell’identità sessuale, in malattia sessuale, in malattia dell’identità di genere e finalmente in disforia (malattia dell’umore a sfondo depressivo) di genere
  • Nel 1968 il Comitato DSM introduce la nevrosi isterica, che prima non era prevista, poi nel 2000 decide che l’isteria non esiste più e la cancella
  • Il DSM caldeggia sempre l’impiego di psicofarmaci, come prima linea di intervento per una gran parte dei casi, benché tale prescrizione appaia un po’ sospetta, visto che oltre due terzi degli psichiatri che hanno partecipato alla stesura dell’ultima edizione sono stati, per loro stessa dichiarazione, ricercatori o consulenti diretti (a pagamento) di industrie farmaceutiche

Pur con i suoi limiti, il DSM rappresenta un punto di vista psichiatrico autorevole, che offre elementi utili per scopi di comparazione o per le diagnosi delle assicurazioni sanitarie

Tra gli psicologi invece, dove è scarsa la disposizione a considerare qualsiasi comportamento come una malattia mentale, il DSM è apprezzato come strumento di standardizzazione dei quadri clinici, mentre non raccoglie molte adesioni nella sua dimensione di manifesto teorico di una psicopatologia che vuole essere soprattutto biologista e farmacologica

 

 

 

 

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