Gli studenti internazionali a Psicologia non esistono (per il Ministero)

 

Ufficialmente, per la Pubblica Amministrazione italiana (Ministero dell’Interno, CNR ecc) non esistono studenti stranieri nei corsi  di laurea italiani in Psicologia.

Il più recente rapporto ufficiale sugli studenti internazionali nelle università italiane non comprende infatti al suo interno la parola “psicologia” o simili, in nessuna delle 202 pagine dense di dati e di riflessioni che lo compongono.

Ci si sono messi in molti per arrivare a questa brillante conclusione, con il rapporto (utilmente messo a disposizione su internet) intitolato: Gli studenti internazionali nelle università italiane: indagine empirica e approfondimenti SESTO Rapporto EMN Italia Promosso da Rete Europea Migrazioni EMN Italia A cura di Ministero dell’Interno Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione Direzione Centrale Politiche Immigrazione e Asilo e Centro Studi e Ricerche IDOS Con la collaborazione di Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del CNR. Con la collaborazione di alcune decine di autorevoli persone (professori, diplomatici, ricercatori ecc) tutte citate a pagina 3.

Si tratta dell’ultimo rapporto ufficiale in materia, riferito al 2013 ma spesso ripreso nel 2015.

Può darsi che io personalmente, a forza di studiare le complessità della mente, sia ormai caduto preda di costanti allucinazioni. E’ ben possibile.

Eppure, solo negli ultimi tempi e limitandomi agli studenti che ho avuto l’opportunità di apprezzare nel Corso di Laurea Magistrale, ho seguito una tesi di laurea redatta da un Palestinese e un’altra redatta da una Tedesca.

Nei laboratori che ho tenuto alla Magistrale, a numero chiuso e cui partecipano complessivamente poche decine di persone (campione relativamente poco rappresentativo sulle migliaia di iscritti a Psicologia di Torino), ricordo bene di avere felicemente lavorato con studenti delle seguenti dichiarate nazionalità: russa, ucraina, romena, israeliana, polacca, albanese, turca, brasiliana, spagnola. Ma anche originari di varie altre comunità nazionali che sarebbe lungo elencare.

Questa mia testimonianza è solo empirica: riferita a coloro i quali, mentre si dialogava, mi hanno raccontato di propria iniziativa qualche loro storia; oppure a quelli con cui ho parlato anche in inglese o in qualche altra lingua diversa dall’italiano, poiché altrimenti ci si capiva poco.

Gli studenti non italiani che sono formalmente iscritti ai Corsi di Laurea in Psicologia nell’Università degli Studi di Torino sono molti di più. Mi risulta che lo stesso accada anche in molte altre sedi della formazione psicologica italiana d’eccellenza.

L’interessante rapporto ufficiale italiano su Gli studenti internazionali nelle università italiane fa ripetuto riferimento, come discipline in cui ci si forma (riporto solo citazioni letterali, ancorché talvolta curiose) a termini quali: medicina e chirurgia, scienze economiche e statistiche, farmacia, ingegneria, arti, alte tecnologie, management, scienze sociali, architettura, design,  lingue e letterature straniere, scienze politiche, scienze matematiche e fisiche e naturali, scienze della formazione, restauro, scienze del turismo, scienze della comunicazione, scienze storiche, lettere e filosofia, scienze del linguaggio e delle culture, cultura italiana, scienze umane, scienze umanistiche, medicina veterinaria, odontoiatria, protesi dentaria, gruppo scientifico tecnologico, settore con un taglio umanistico, sociologia, giurisprudenza e così via.

Tuttavia: Psicologia non compare proprio, mai e in nessun punto dell’ottimo rapporto.

 

Diamo una mano alle nostre Istituzioni

 

Ci piace dunque cogliere l’occasione per aggiornare i nostri Ministeri sul fatto che nell’Ordinamento Universitario Italiano esiste ufficialmente uno specifico settore disciplinare, che si chiama: Scienze Psicologiche M-PSI.  Ciò accade ormai da più di 40 anni.

Merita ricordare anche che: ai corsi che vengono erogati nell’ambito di tale Settore Psicologico sono attualmente iscritti quasi 45 mila studenti, cui si aggiungono quasi 10 mila matricole nuove ogni anno.

Posso anche confermare, per quel che vale la mia testimonianza diretta, che almeno qualche decina (o meglio centinaia) di loro, con nostra soddisfazione almeno a Torino, non è formalmente italiana.

 

PS – Per chi avesse dubbi su che cosa si intende nel Rapporto per “studente internazionale”, sottolineo che il termine è riferito a chiunque non sia formalmente cittadino italiano.

 

 

 

 

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