I Presidenti dell’American Psychological Association sono pilastri della Psicologia

APA-Presidents
Ecco un buon campione di Presidenti dell’American Psychological Association APA, che è l’associazione di riferimento per tutta la psicologia moderna e contemporanea, in virtù del fatto di essere la realtà psicologica (associazione privata e volontarista, ma assai partecipata) di più assoluto successo a livello sia nazionale sia internazionale.

Ricordo che l’American Psychological Association nomina un nuovo Presidente ogni anno, tramite un’elezione cui hanno diritto a partecipare (anche via mail) tutti i membri effettivi dell’Associazione.

Elenco qui di seguito una cinquantina dei Presidenti APA i cui nomi mi sono più familiari, rimandando per eventuali approfondimenti alla loro lista ufficiale che è riportata sul sito dell’American Psychological Association (con oltre 120 nomi):

  • 1892 – Granville Stanley Hall, PhD
  • 1894 – William James, MD
  • 1895 – James McKeen Cattell, PhD
  • 1897 – James Mark Baldwin, PhD
  • 1898 – Hugo Munsterberg, PhD
  • 1899 – John Dewey, PhD
  • 1900 – Joseph Jastrow, PhD
  • 1901 – Josiah Royce, PhD
  • 1904 – William James, MD
  • 1905 – Mary Whiton Calkins, AM
  • 1906 – James Rowland Angell, MA
  • 1912 – Edward Lee Thorndike, PhD
  • 1915 – John Broadus Watson, PhD
  • 1917 – Robert Mearns Yerkes, PhD
  • 1919 – Walter Dill Scott, PhD
  • 1921 – Margaret Floy Washburn, PhD
  • 1923 – Lewis Madison Terman, PhD
  • 1924 – Granville Stanley Hall, PhD
  • 1927 – Harry Levi Hollingsworth, PhD
  • 1928 – Edwin Garrigues Boring, PhD
  • 1929 – Karl Lashley, PhD
  • 1933 – Luis Leon Thurstone, PhD
  • 1936 – Clark Leonard Hull, PhD
  • 1937 – Edward Chace Tolman, PhD
  • 1939 – Gordon Willard Allport, PhD
  • 1944 – Gardner Murphy, PhD
  • 1947 – Carl R. Rogers, PhD
  • 1949 – Ernest R. Hilgard, PhD
  • 1951 – Robert R. Sears, PhD
  • 1955 – E. Lowell Kelly, PhD
  • 1956 – Theodore M. Newcomb, PhD
  • 1957 – Lee J. Cronbach, PhD
  • 1958 – H.F. Harlow, PhD
  • 1959 – W. Kohler, PhD
  • 1960 – Donald O. Hebb, PhD
  • 1961 – Neal E. Miller, PhD
  • 1963 – Charles E. Osgood, PhD
  • 1965 – Jerome Bruner, PhD
  • 1967 – Gardner Lindzey, PhD
  • 1968 – A.H. Maslow, PhD
  • 1969 – George A. Miller, PhD
  • 1971 – Kenneth B. Clark, PhD
  • 1972 – Anne Anastasi, PhD
  • 1974 – Albert Bandura, PhD
  • 1983 – Max Siegal, PhD
  • 1996 – Dorothy W. Cantor, PsyD
  • 1998 – Martin E.P. Seligman, PhD
  • 2002 – Philip G. Zimbardo, PhD

Alcune caratteristiche evidenti che emergono da questa serie di nomi:

  • Agli occhi di chi frequenta la disciplina con una certa regolarità, sono tutti personaggi molto noti per il loro contributo fondamentale alla costruzione della psicologia: come disciplina scientifica, come movimento psicologico, come professione e come cultura. Anche il medio studente italiano di psicologia, che non segue le vicissitudini dell’American Psychological Association (associazione con cui in genere non ha nulla a che fare e che spesso non ha mai sentito neanche nominare) li ha visti comparire, tutti e con regolare frequenza, nei suoi testi di studio. Della maggior parte di loro ha sentito evocare spesso le teorie, così come i modelli terapeutici e professionali. In sostanza: la lista dei Presidenti dell’American Psychological Association tende a coincidere con una parte dell’indice dei nomi in un qualsiasi manuale di psicologia sia di ricerca sia applicativa.
  • Per quanto riguarda i titoli formativi (degree) dei Presidenti: c’è un solo MD (Medical Doctor) che però è il grande padre ottocentesco della psicologia statunitense: William James. Ci sono due MA o AM (Master of Arts) e cioè: Mary Whiton Calkins, che è la prima donna in assoluto a presiedere una (qualsiasi sia) associazione scientifica negli Stati Uniti (e forse nel mondo); nonché il Presidente della Yale University dal 1921 al 1937: James Angell. Mentre Dorothy Cantor è l’unica ad avere conseguito un PsD (che è il molto lodato, quanto poco seguito, nuovo Dottorato di Ricerca specifico per la Psicologia). Tutti gli altri Presidenti dell’American Psychological Association sono decisamente dei classici PhD (Philosophy Doctor) nel senso che hanno conseguito il massimo livello della formazione scientifica d’eccellenza negli Stati Uniti: un Dottorato di Ricerca.
  • Per quanto riguarda la loro posizione nell’ambito della formazione: li ho verificati uno per uno e, se non mi sbaglio, sono tutti anche professori universitari. Questo suggerisce una particolare continuità fra modelli clinico-professionali e modelli accademici, in entrambe le direzioni; realtà che non pare altrettanto abituale nell’uso europeo e particolarmente italiano. In altre parole: nella cultura psicologica anglo-internazionale è normale il fatto che tanti ricercatori si occupino di professione e che tanti professionisti operino anche in università; producendo un continuo inter-scambio di competenze e di contributi organizzativi.
  • Molti Presidenti dell’American Psychological Association sono psicologi innovativi e non di rado alternativi. Nell’elenco sono presenti solide rappresentanze per tutti gli ambiti della psicologia, tra cui: gli sperimentalisti da laboratorio, i clinici, gli applicativi in genere, gli psicologi sociali e del lavoro, gli psicologi dell’età evolutiva, i comportamentisti, i cognitivisti, i gestaltisti, gli umanisti e i seguaci della terza forza, gli statistici, gli psicometristi, i terapeuti, gli ipnotisti, gli psicologi animali, i filosofi, i pop psychologist e quant’altri. Scarseggiano i seguaci della psicoanalisi, che peraltro (come a molti psicologi italiani forse sfugge) all’interno della cultura statunitense è stata, nella parte centrale del Novecento: rilevante sì, ma esclusivamente in ambito psichiatrico e non certo in psicologia.

Con il procedere dei Duemila, molti universitari e ricercatori si indirizzano verso la nuova opportunità offerta dalla Association for Psychological Science APS; mentre i Presidenti della APA si spostano un po’ verso la professione.

Anche nei Duemila, i Presidenti APA sono quasi tutti dei PhD, ancorché con due eccezioni (Ronald F. Levant, e Carol D. Goodheart) che sono EdD cioè Doctor of Education, che è un’alternativa per il PhD rispetto a cui si propone come ulteriore variazione sul tema.

Per capire il dato complessivo, occorre tenere presente anche il fatto che negli Stati Uniti non esiste nulla di simile a un Ordine degli Psicologi (o dei Medici o di quant’altri) ma solo il libero associarsi, autonomo e individualmente prescelto, degli operatori.

Tuttavia, come è noto a tutti: l’American Psychological Association è sempre stata considerata la massima espressione organizzata della professione psicologica statunitense (e internazionale) almeno per tutto il Novecento.

Quello dei Presidenti APA, per confonto con le presidenze delle nostre organizzazioni professionali, è un altro tassello che ci aiuta a capire meglio le organizzazioni della psicologia italiana.

Da questi dati ognuno di noi può trarre degli spunti utili anche per contribuire al miglioramento del movimento psicologico in Italia.

L’elenco completo dei Presidenti dell’American Psychological Association si trova alla pagina: http://www.apa.org/about/governance/president/past-presidents.aspx

 

 

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