Illusioni ottico-geometriche

 

Le interpretazioni percettive (illusioni ottico-geometriche) mettono in evidenza il fatto che il mondo reale, come noi lo viviamo in termini percettivi, non corrisponde al mondo, come noi lo viviamo in termini geometrici.

Anche per questo le illusioni ottiche sono una quintessenza della psicologia, poiché dimostrano con evidenza che:

  • La descrizione della realtà in termini psicologici-soggettivi è inadeguata a testimoniare la realtà fisica
  • La descrizione della realtà in termini fisico-geometrici è inadeguata a testimoniare la realtà psicologica

Le illusioni ottico-geometriche (come a volte si chiamano in gergo) certificano la natura ambigua del rapporto tra il nostro mondo immaginato come oggettivo e il nostro mondo immaginato come soggettivo.

  • Il movimento scientifico razionalista tende a proporre l’illusione come una dimostrazione del fatto che la scienza oggettiva è l’unico modo per conoscere davvero il mondo.
  • Il movimento psicologico sperimentalista tende a proporre l’illusione come una dimostrazione del fatto che la scienza soggettiva è l’unico modo per conoscere davvero il mondo.
  • Secondo l’immaginazione scientifica, l’illusione ottica dimostra il fatto che esiste una differenza sistematica fra il mondo concepito come realtà oggettiva e il mondo concepito come rappresentazione soggettiva, per cui elegge a proprio riferimento quella che concepisce come realtà oggettiva.
  • Secondo l’immaginazione psicologica, l’illusione ottica dimostra il fatto che esiste una differenza sistematica fra il mondo concepito come rappresentazione soggettiva e il mondo concepito come realtà oggettiva, per cui elegge a proprio riferimento quella che concepisce come realtà soggettiva.

Può capitare che tutti gli osservatori siano altrettanto convinti della evidenza della propria posizione. E che tutti siano altrettanto convinti dell’errore che gli altri osservatori stanno evidentemente compiendo.

Il fatto è che:

  • Se il tuo pregiudizio nasce dal fatto che l’unica cosa che vale è la realtà oggettiva, l’illusione ottica è la prova che la soggettività deforma la realtà (la quale realtà per te è pregiudizialmente oggettiva). Però ne eri convinta già prima di trovar questo esempio.
  • Se il tuo pregiudizio nasce dal fatto che l’unica cosa che vale è la realtà soggettiva, l’illusione ottica è la prova che l’oggettività deforma la realtà (la quale realtà per te è pregiudizialmente soggettiva). Però ne eri convinto già prima di trovar questo esempio.

Un ottimo paradigma di tale prospettiva è la ben nota illusione di grandezza detta di Müller-Lyer, verosimilmente già nota ben prima di entrare nell’armamentario canonico della Nuova Psicologia Scientifica del Secondo Ottocento, ma canonizzata in questo senso da una pubblicazione prussiana del 1889:

  • Müller-Lyer, F.C. (1889). Optische Urteilstäuschungen [Errori ottici di giudizio]. Archiv für Physiologie Suppl. 263–270

I due segmenti evidenziati dal fenomeno della illusione di Müller-Lyer appaiono geometricamente uguali (se confrontati materialisticamente con un centimetro) così come sono percettivamente diversi (se valutati direttamente da un essere umano).

Il fatto davvero interessante è che tu vedi benissimo che razionalmente sono eguali. Eppure ai tuoi occhi (alla tua ragione) appaiono diversi.

In altre parole: la convinzione razionale dell’uguaglianza non scalfisce in alcun modo l’evidenza percettiva della differenza.

 

Conclusione

 

L’illusione rende con la massima evidenza la natura puramente rappresentativa della conoscenza.

L’illusione ottica è la prova provata e vissuta del fatto che il racconto fenomenologico non è meno falso o meno vero del racconto geometricamente mediato.

Questo dato appare strano solo se lo si valuta a partire da una concezione monoidealistica-monoteistica della realtà-verità, su cui si basa tutto il mito della modernità, secondo cui esisterebbero una sola realtà, una sola verità, una sola identità, un solo e unico mondo ecc. Per cui:

  • La descrizione percettiva sbaglia (dice: sono diverse) nel raccogliere la realtà ottico-geometrica dei due segmenti (che sono veramente uguali).
  • La descrizione ottico-geometrica sbaglia (dice: sono uguali) nel raccogliere la realtà percettiva dei due segmenti (che sono veramente diversi).

Si tratta di appoggiarsi su un codice rappresentativo piuttosto che sull’altro: sulle apparenze della vista oppure sulle apparenze della geometria; sulle realtà della vista oppure sulle realtà della geometria.

Io preferisco appoggiarmi ad entrambe, così come ad altre ancora.

Nel dubbio di base secondo cui, a dire il vero: tutte le realtà sono illusorie più o meno quanto tutte le illusioni sono reali.