La laurea in psicologia è sempre utile per lavorare

 

Un anno fa abbiamo visto e commentato alcuni dati di Alma Laurea, relativi alla occupazione dei laureati in Psicologia a qualche anno dal conseguimento del diploma, basandoci sul 15° Rapporto relativo al 2012 (XV Rapporto Alma Laurea).

Ora è appena uscito il nuovo 16° Rapporto che contiene i dati relativi al 2013 (XVI Rapporto Alma Laurea). Possiamo dunque trovare qualche elemento per aggiornarci sulla situazione lavorativa (condizione lavorativa dichiarata, in % sul totale del campione) di chi ha studiato Psicologia; rilevando, in generale, che lo scenario pubblicato oggi appare strutturalmente molto simile al precedente. Per ora, ci limitiamo dunque a notare che:

  • A 5 anni dal conseguimento della laurea in Psicologia: almeno 4 laureati-laureate su 5 sono occupati. Più esattamente, tra i laureati in Psicologia: lavorano 9 su 10 tra quelli di primo livello; e 4 su 5 tra quelli di secondo livello.
  • Troviamo dunque, una volta di più, la conferma del fatto che la laurea in Psicologia, specie se confrontata con le altre lauree che si conseguono in Italia, si correla piuttosto positivamente con l’opportunità di lavorare.
  • Per cui: non è affatto vero (come qualcuno continua invece a lamentare) che laurearsi in psicologia significa essere disoccupati.
  • O meglio: purtroppo la disoccupazione giovanile in Italia esiste ed è drammatica. La laurea in Ingegneria o quella in Medicina (ad esempio) prospettano maggiori opportunità di occupazione rispetto alla laurea in Psicologia. Ma una laurea in Psicologia offre la possibilità di trovare uno sbocco professionale in una misura che è chiaramente maggiore rispetto (ad esempio) a Giurisprudenza, a Lettere e Filosofia oppure a Farmacia.

Certo: possiamo sempre migliorare. Ma, anche basandoci su questo ulteriore assommarsi di dati oggettivi, continuiamo certamente ad essere ottimisti.

 

 

 

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