La Ragione Precausale

 

Partendo da un’analisi delle note ricerche di Jean Piaget sulla rappresentazione del mondo e sulla causalità fisica nel fanciullo, rilette attraverso un confronto del pensiero infantile con molti esempi di scienza dell’età matura (dai presocratici ai ‘primitivi’, ad Aristotele, San Tomaso, Leonardo, J.B. Watson e molti altri) il libro mette in discussione l’ipotesi secondo cui vi è un confine netto tra la scienza codificata degli uomini e la spiegazione ingenua dei bambini.

La gran parte delle interpretazioni infantili riguardo ai fenomeni naturali può venire ritrovata, espressa chiaramente e non di rado con le stesse parole, in alcuni dei testi scientifici più significativi della tradizione classica greca, latina, medievale ed anche contemporanea, oltre che nella Scrittura e nella scienza orale di molte culture ‘selvagge’.

Ciò potrebbe significare che il bambino è uno scienziato, seppure seguace di una scienza che oggi non condividiamo, molto più di quanto l’epistemologia evoluzionista del XX secolo sia stata disposta ad ammettere. Gli stimolanti interrogativi che nascono dalla interpretazione qui delineata inducono ad un riesame di alcune presunte acquisizioni della psicologia dell’età evolutiva così come dell’epistemologia psicologica nel suo complesso.

Felice Perussia – La  Ragione Precausale: Rappresentazioni del mondo nella maturità e nell’infanzia. Edita in prima edizione nel 1983. Ulteriormente ristampata in anastatica nel 2013, in occasione del 30° anniversario. Milano: Psicotecnica Amazon.

 

 

 

 

SOMMARIO

 

PRECAUSALITA’ INFANTILE E CONOSCENZA ADULTA

  • L’evoluzione della realtà-causalità
  • Critiche e controcritiche
  • Infantili e civilizzati
  • Strategia della ricerca

I PENSIERI SONO COSE

  • Pensieri
  • Sguardi
  • Significanti e significati
  • Sogni

FALSE COSCIENZE

  • Sincretismi
  • Forze
  • Ancora i pensieri
  • Corpi celesti

TUTTO SCORRE

  • Trasformazioni
  • Fasi astrali
  • Venti
  • Induzioni
  • Oscurità
  • Perturbazioni atmosferiche

LA MISURA DI TUTTE LE COSE

  • Volontà soprannaturali
  • Ancora i venti
  • Pioggia e nubi
  • Varie

CONOSCENZA INFANTILE E CONOSCENZA ADULTA

  • Bambini
  • Adulti
  • Ipotesi

PREFAZIONE 2013

 

LA RAGIONE PRECAUSALE: RAPPRESENTAZIONI DEL MONDO NELLA MATURITÀ E NELL’INFANZIA è un’indagine approfondita attraverso cui ho messo in chiara evidenza, sulla base di una quantità di dati affascinanti e talvolta sbalorditivi, come molti bambini ragionino abitualmente alla maniera di molti dei maggiori scienziati della storia, cioè nei loro stessi termini logici e con le loro medesime parole. Ovverosia: che molti adulti, specie tra quelli più brillanti sul piano intellettuale, ragionano scientificamente come dei bambini.

Il fatto di avere dimostrato l’esistenza pervasiva di una forma di ragionamento, solido e autonomo, che esiste prima (e in modo indipendente) dall’ideologia logico-matematica che alcuni hanno voluto rendere obbligatoria nelle scuole del mondo occidentale-industriale, ci fa ben sperare per la sopravvivenza del nostro pensiero libero e creativo, così come per l’indipendenza intellettuale dei bambini.

Mentre è per noi motivo di fiducia anche la constatazione che, quando è meno presente l’inesorabile propaganda che continuamente ci propone la versione più grossolana del movimento scientista: molti scienziati propongano come conoscenza elevata i pensieri di bambini in età prescolare; mentre molti bambini, quando non sono costretti a mimetizzare i propri pensieri per fingersi dei seguaci banalizzati di Galileo, sviluppano spesso delle idee scientificamente geniali.

Oppure, detto altrimenti: ci conforta la deduzione evidente, che si può trarre dalla RAGIONE PRECAUSALE, secondo cui il libro della natura esiste (ed è scritto in lingua matematica) solo per chi nutre a-priori un simile pregiudizio, e quindi riesce a nascondere a se stesso, seppellendolo sotto un tale spettro ideologico, l’intrinseca vitalità e l’infinito mistero della realtà in cui tutti noi siamo immersi. E di cui i bambini, così come gli scienziati più liberi e creativi, si rendono invece conto perfettamente.

Passando poi alle cronache: ricordo che questo saggio (così come viene rimesso a disposizione qui) è apparso originariamente nel 1983. Ma è sempre stato un lavoro relativamente iniziatico e di nicchia. Alla sua pubblicazione il libro ebbe, come si dice, un buon successo di critica, ma solo un limitato seguito di pubblico. Quando lo feci vedere a Kanizsa, di cui allora ero fortunato quanto onorato allievo, mi disse (immagino: in primo luogo per affettuosa cortesia) che a suo parere era un ottimo testo gestaltista, nel senso che la RAGIONE PRECAUSALE esalta il primato della fenomenologia come base per la conoscenza scientifica, mentre porta rilevanti prove a favore del fatto che gli stadi dello sviluppo cognitivo infantile non esistono in natura; nel senso che: il modo di ragionare e di rapportarsi al mondo dei bambini vi appare strutturalmente simile a quello degli adulti.

Mi suggerì anche di presentare, come integrazione al libro, una rassegna che introducesse alla visione della precausalità per il suo Giornale Italiano di Psicologia. Invito cui risposi immediatamente. Comunque, a parte le attestazioni di simpatia e di stima da parte di molti compagni di ricerca, è un fatto che il testo non viene più ristampata da molto tempo (cioè da oltre un quarto di secolo).

Nel contempo, mi è stato chiesto più volte, per iniziativa di allievi e di studiosi, di poter trovare qualche copia fisica del volume. Anche perché alcuni, avendo seguito certi miei incontri e seminari sul tema o avendone potuto vedere qualche fotocopia o riproduzione in pdf, hanno ritenuto che il lavoro continui inesorabilmente a contenere delle evidenze piuttosto dirompenti rispetto a molti diffusi pregiudizi che sono fin troppo radicati in un parte della psicologia moderna.

Quasi come una celebrazione per i 30 anni di vita della RAGIONE PRECAUSALE, ho dunque ritenuto che valesse la pena di rendere disponibile, anche grazie alla cortesia di Psicotecnica, una edizione del libro che sia in pratica la ristampa del testo così come si è presentato sin dall’inizio, senza cambiare in nulla il suo contenuto originale e nemmeno l’impaginazione.

Quindi, pur avendo raccolto nel frattempo anche molti nuovi riscontri di quanto ho evidenziato qui, mi è parso opportuno non apportare cambiamenti al volume, anche per rispettare l’originalità di un intervento che è a suo modo storico.

Ecco dunque che la RAGIONE PRECAUSALE riprende nuova vita. A tre decenni da quando ha visto la luce, sembra mantenere tutta la sua stimolante forza propositiva.

Le auguro dunque di poter continuare a svolgere, ancora a lungo, tutta la sua funzione di spirito critico, per una psicologia che possa diventare sempre più lucidamente scientifica, ma anche sempre meno pedissequamente scientista.

 

PREFAZIONE 1983

Viene qui proposto un esercizio di lettura su temi ormai classici della psicologia dell’età evolutiva, che si riflettono però ampiamente sulla teoria psicologica nel suo complesso.

Si tratta dell’esistenza o meno di un pensiero infantile (precausale e prelogico) che distingua chiaramente le modalità di ragionamento del bambino da quelle dell’adulto.

Il principale sostenitore dell’esistenza di una tale ragione ‘inferiore’, radicalmente diversa dalla ‘superiore’ ragione matura, è Jean Piaget. La serietà scientifica di questo Autore è notevole, e grande il suo contributo alla fondazione di una psicologia rigorosa. Non è quindi senza imbarazzo che mi trovo a dubitare delle sue tesi (benché non certo dei suoi protocolli sperimentali, di cui anzi mi servo).

La ricerca condotta in queste pagine non ha però la pretesa di essere né esclusiva né conclusiva. E’ una proposta possibile: una sorta di ginnastica interpretativa che si affianca ad altre analisi per sviluppare un apporto di conoscenza e non di polemica.

Alla esposizione di quelli che mi sono sembrati ‘fatti’ fanno seguito alcuni spunti di meditazione, che non chiudono la questione ma si limitano ad avanzare delle ipotesi costruttive.

Ognuno giudichi poi da sé la portata di queste elucubrazioni.

 

 

VIDEO – Prima Lezione introduttiva sulla Ragione Precausale. L’inquadramento della materia, seguita da molti esempi precisi e circostanziati sulla coincidenza tra il pensiero dei bambini e il pensiero degli scienziati. Una coincidenza letterale che spesso sconcerta.

 

PRECAUSAL REASON The conception of the world in maturity and in infancy

pp. 165-167 in: Perussia F. – La ragione precausale: Rappresentazioni del mondo nella maturità e nell’infanzia. Milano: Psicotecnica Amazon, 1983.

The research represents a criticaI approach to Jean Piaget’s theories on the conception of the world (1926) and psysical causality (1927), as developed in children from precausal thinking, which is characterized by realism, animism and artificialism, to causaI thinking.

From a review (Perussia 1983) of nearly seventy recent studies that folIowed the work of Laurendeau and Pinard in 1962, it appears that the matter of precausal thinking is still controversial, i.e., though most researchers in this field agree that children have precausal thinking in the Piagetian sense, the data and their interpretation differ depending on the author.

In this book I compare Piaget’s protocols with the writings of many classical scientists, from ancient times to the 20th century, and with the cosmologies and meteorologies of a few “primitive” (but adult and often contemporary) thinkers.

The similitarities noted between adult and infantile thinking in numerous adult ancient or modern philosophers and/or physicists serve to question Piaget’s notion of infantile or “precausal” thinking as structuralIy divergent from adult or “causaI” thinking.

For example:

  • The infantile convinction that thought is equivalent to silent speech is shared by J. B. Watson.
  • The child’s belief that “visual rays” emanating from the eyes account for sight was a part of almost all optical science (Empedocles, Hipparchus, Bemard Of Tours, Della Porta), at least until the Renaissance.
  • The notion that an object is nearly identical to its name pervades not only classical texts (e.g., Plato, the Bible), but also the contemporary theory of natural signs (e.g., Kohler).
  • Democritus, Cicero, Freud and others believed, as do children, that dreams originate in the external world in a realistic sense, i.e., a dream comes from some other place, it is an effect of daily experience, and so on.
  • The child’s belief that thinking and air, or better pneuma, are actually the same thing is shared by Antipater, Zeno, Diogenes of Apollonia.
  • The classification of objects as alive or not alive, and with and without force, and the criteria used by children for such distinctions, are also present (in even more “animistic” ways) in the works of ‘primitive’ physicists, Democritus, Thales, Aristotle, St. Thomas, Leonardo, Peter Abelard, and Nicola Cusano, and throughout the entire history of the concept of force.
  • The conception of the world as a continuous transformation of a few basic elements, mainly air but also water, fire and earth, is rendered with the same child-like words in the works of Anaximenes, Aristotle, Pseudo Bede, Telesio, and others.
  • The primitive cosmogonies of Empedocles, and Honorius of Autun, for example, reflect the child-like notion that the sky is solid and stays up because it moves rapidly.
  • The infantile confusion between wind and the objects it seems to move, such as clouds, waves, and stars, is also found in, for example, Aristotle, Alexander Neckam, Leonardo and others.
  • The infantile conviction that wind derives from dust is shared by Epicurus and Aristotle.
  • Infantile concepts of the lunar and solar phases are found in Empedocles, Xenophon, Heraclitus and notions of night are found in primitive meteorologies and in the works of Parmenides, Pythagoras, Alan of Lille, and others.
  • Children’s explanations of thunder, lightning and rain are common in primitive meteorologies, and in the physical philosophies of Leucippus, Anaxagoras and Lucretius.
  • Artificialistic thinking that God manufactured the different aspects of the world in the same way that man produces tools pervades many religions (see the Bible) and also many layman thinkings (e.g., Stoicism).
  • Radically artificialistic concepts about wind, rain, and clouds are found in the primi tive physics of Epicurus, Aristotle and Seneca.
  • Finally, a series of peculiar cases in which singular “precausal” children’s explanations coincide with singular affirmations of scientists are presented.

From the data presented. I offer the reader some conclusions and some hypotheses for future research. The Piagetian distinction between causaI and precausal thinking becomes blurred, as adults of very different eras and children explain phenomena in a remarkably similar fashion.

Thus, the Piagetian distinction between adult and infantile thinking must be reevaluated and the possibility of a greater continuity between adult and infantile thinking than expected must be considered.

Perhaps “causaI” thinking can be better defined as the learning of natural sciences by a child in school.

Many adults reason in the same way that children do, and many children reason as adults.

It is therefore probably heuristically useful to consider children as intellectually creative scientist-philosophers who operate outside the framework of academic contemporary science.

Successive stages do not necessarily represent progress over previous ones; they might simply be different.

 

 

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