Laurearsi in psicologia a Torino vale anche di più

 

Nel dibattito sulla validità-utilità della formazione universitaria in psicologia, i dati di ricerca sono sempre un ottimo punto di partenza.

Continuiamo quindi ad approfittare dell’eccellente lavoro svolto dal Consorzio Interuniversitario Alma Laurea, cui contribuisce anche l’Università degli Studi di Torino, facendo riferimento ai dati appena aggiornati sui livelli di occupazione dei laureati italiani fino al 2013 (rilevazione pubblicata da pochi giorni).

 

 

Propongo la semplice elaborazione, richiesta da molti colleghi, che ho riportato nel grafico qui sopra.

La tabella presenta le percentuali di laureati che lavorano con continuità (tasso di occupazione secondo la definizione Istat delle Forze di lavoro) a 5 anni dalla laurea, sulla base dei dati raccolti da Alma Laurea, relativi alla percentuale di laureati (tra il 2002 e il 2008) che sono occupati a 5 anni dalla laurea (rispettivamente: tra il 2007 e il 2013).

Ho suddiviso i laureati in tre gruppi: a) la totalità dei laureati quinquennali, in qualsiasi disciplina e in tutta Italia; b) i laureati quinquennali che si sono diplomati specificamente in psicologia (tutte le lauree del gruppo disciplinare psicologico) in tutte le sedi universitarie d’Italia; c) i laureati quinquennali in Psicologia che si sono diplomati all’Università di Torino. Come si vede

  • Le opportunità di lavoro per i laureati italiani (in generale) sono relativamente elevate (87,3% in media, nell’arco dei 7 anni considerati) benché inferiori alla piena occupazione. Si tratta dunque di una buona percentuale, ma speriamo vivamente che cresca anche di molto. L’occupazione tra i laureati è scesa dal 2007 al 2010; ma poi sembra presentare dei segni di ripresa.

Per quanto riguarda i laureati quinquennali in psicologia (di tutta Italia)

  • Le opportunità di lavoro dei laureati in psicologia sono discrete (85,7% in media, nell’arco dei 7 anni considerati) benché mostrino purtroppo una tendenza a ridursi.
  • Così, dal 2007 al 2010: i laureati quinquennali in psicologia, in Italia, hanno raggiunto un tasso di occupazione più o meno in linea con il tasso di occupazione medio di tutti i laureati quinquennali in Italia.
  • Dal 2011, invece, la percentuale di occupati, tra i laureati quinquennali in psicologia, ha preso a diminuire; per cui nel 2013 risulta relativamente inferiore (del 5,0 %) rispetto alla occupazione media di tutti i laureati quinquennali italiani.

Per quanto riguarda invece i laureati magistrali che hanno conseguito il loro titolo in psicologia all’Università di Torino: la situazione appare senz’altro migliore.

  • L’occupazione dei laureati quinquennali in psicologia di Torino è stata sempre superiore (90,0% in media, nell’arco dei 7 anni considerati) a quella dell’insieme dei laureati italiani.
  • L’occupazione dei laureati quinquennali in psicologia di Torino è stata sempre superiore a quella dei laureati in psicologia dell’insieme di tutta Italia: in media del +4,3%.

Ricordo che, per il 2012 e il 2013, si tratta di laureati magistrali. Mentre, per gli anni dal 2007 al 2011, si tratta di laureati con il vecchio ordinamento quinquennale a ciclo unico. Dato che le prime lauree magistrali (3+2) sono state conseguite nel 2007 e la verifica a 5 anni dalla laurea si è dunque potuta realizzare solo nel 2012.

I dati che riporto in questa nota sono una mia elaborazione su quelli offerti dal Consorzio Interuniversitario Alma Laurea (che ognuno può verificare ed elaborare liberamente per conto proprio). Avranno certo i loro limiti, come tutti i dati, ma rappresentano la nostra fonte principale di conoscenza per fatti di questo tipo; assieme all’Istat che però raccoglie elementi per certi aspetti differenti.

Speriamo di ottenere dati ulteriori anche da nuove fonti. Ma intanto il quadro che si delinea qui è autorevole e derivante da una strategia di ricerca che è seria e che viene perseguita con competenza e attenzione.

Continuiamo dunque ad essere ottimisti. Augurandoci che l’occupazione di tutti i laureati italiani cresca il più possibile; e che cresca in particolare quella, attualmente in sofferenza, dei laureati in psicologia.

Mi piace ripetere infine, con soddisfazione, che la laurea quinquennale in psicologia conseguita presso l’Università degli Studi di Torino fornisce delle competenze che sembrano dimostrarsi ben spendibili anche sul piano dell’impiego professionale.

Speriamo di continuare così, pur cercando anche di migliorare sempre.