Lo psicologo ha successo negli USA se si occupa di problemi concreti

 

La ben nota rivista multi-piattaforma US News (U.S. News & World Report) molto attiva da quasi un secolo nello stilare classifiche (ranking) sulla base di dati precisi, ha appena pubblicato un aggiornamento della sua tradizionale classifica sulle 100 occupazioni lavorative migliori con il titolo: Best Jobs of 2015.

La classifica, riferita agli Stati Uniti, tiene conto di diversi indicatori, tra cui in particolare (ma non solo) le variabili: reddito; equilibrio tra vita privata e vita lavorativa; attese di crescita per il settore d’impiego. Per ogni posizione, il rapporto fornisce anche un’ampia scheda che dettaglia: il percorso formativo, i compensi percepiti, le attività specifiche.

Il valore di questi dati si può cogliere appieno solo compulsando attentamente tutto l’insieme del ricco rapporto: Best Jobs of 2015.

Nella presente nota, rilevo però brevemente alcuni elementi di comparazione e di riflessione sul caso specifico dello Psychologist, di particolare rilievo per chi si interessa di psicologia in Italia; e che ha sempre come punto di riferimento il modello della/dello Psychologist Statunitense, da cui anche tutta la tradizione italiana deriva in modo diretto e pervasivo.

Ricordo che il rapporto di US NEWS Best Jobs of 2015 segue criteri suoi propri, che possono essere diversi da quelli di altri gruppi di ricercatori. Non si tratta di oro colato, ma rappresenta un punto di vista piuttosto autorevole. Comunque: i dati che colpiscono maggiormente sono:

  • Benché nella cultura statunitense la figura dello psicologo sia molto rilevante, come sappiamo da una quantità di dati demoscopici e culturali ricorrenti da almeno un secolo, un’eventuale professione specifica di Psychologist (come qualifica generale) non compare in nessuno dei ranking. Men che meno vi appare una qualifica specifica di Psychotherapist professionista (che nell’uso internazionale è quasi inesistente come fiugra a se stante).
  • Il comparto che risulta più interessante dal punto di vista dell’impiego è quello dei Best Health Care Jobs, con 36 posizioni fra le top 100. Tuttavia, a dispetto dei tanti sforzi che alcuni psicologi italiani hanno profuso negli anni passati per proporsi come dei paramedici, le uniche attività che in Italia vengo considerate come psicologiche (anzi: psicoterapeutiche) e che appaiono nel ranking relativo alla Health Care sono quelle di Marriage and Family Therapist (al posto #16) Clinical Social Worker (#31) Mental Health Counselor (#33). E merita sottolineare (poiché gli psicologi italiani di solito ignorano perfettamente questa circostanza) che: nella cultura statunitense, nessuna di esse è considerata una professione specificamente psicologica o che richiede necessariamente una qualche qualifica da psicologi (e men che meno da “psicoterapeuti”).
  • C’è un’unica posizione, fra i Best Business Jobs (che sono 25) la quale viene ricoperta in un gran numero di casi da persone con formazione psicologica: quella di Market Research Analyst, che anzi sta addirittura al posto #1 in ambito business. In Italia c’è una lunga tradizione di psicologi che, prima di operare in Università, hanno coperto posizioni di rilievo proprio in questa specifica professione (a partire da chi scrive e da quello che all’Università di Torino era il mio Vice-Preside Dario Romano, giusto per citare casi specifici, essendo poi entrambi professori di psicologia generale; e non voglio citare il caso specifico di Gaetano Kanizsa, proprio lui, che ha lavorato per anni come psicologo dei consumi). Ma è piuttosto raro che in Italia qualche frequentatore dei Corsi di Laurea (o qualche professore del settore) consideri seriamente questa come un’attività da vero psicologo.
  • C’è qualche posizione di rilievo in più, per competenze psicologiche, nell’ambito dei 21 Best Social Services Jobs, che però sono generalmente meno pagati degli altri due comparti appena citati. Sono: School Psychologist (#1) Speech-Language Pathologist (#2) School Counselor (#12) Child and Family Social Worker (#15). Tra queste: lo School Psychologist (la sola voce delle Top 100 in cui compare il termine di Psychologist) è l’unica posizione professionale che viene ricoperta nella generalità dei casi (ma non sempre e comunque) da una persona con formazione prevalentemente psicologica. Tutte le altre non richiedono una specificità psicologica particolare.
  • Come tendenza di fondo: il futuro professionale positivo per gli psicologi sembra risiedere nell’applicazione psicotecnica, molto più che nella sperimentazione di laboratorio o nell’analisi di taglio filosofico.

 

Merita approfondire gli spunti che ho appena presentato verificando con i propri occhi sui dati originali dei US News – Best Jobs of 2015.

Merita pure rifletterci sopra con attenzione, anche per sviluppare delle strategie di miglioramento per la nostra professione che siano meno velleitarie e meno approssimative di quanto accade di solito.

In particolare: sorge il forte sospetto che il successo della psicologia (nel Paese guida della disciplina) non dipenda tanto dalla propria autodefinizione di Psicologi, quanto piuttosto dall’effettiva competenza specialistica in senso psicotecnico nei confronti di problemi circoscritti da affrontare, che danno nome all’attività professionale molto più delle categorie filosofiche o accademico-disciplinari (o concorsuali o corporativo-sindacali) che pure piacciono tanto ad alcuni teorici della nostra materia.

 

 

 

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