Maria Montessori psicologa del Potenziale Umano

 

Maria Montessori è una tra gli psicologi che hanno dato il maggiore contributo alla costruzione e alla crescita di quella che, nel movimento psicologico degli Stati Uniti, viene spesso indicata come Terza Forza. Il movimento della Terza Forza prende nome dall’esigenza di fare emergere una nuova via, rispetto alle due tendenze psicologiche che fino agli anni ’50 del Novecento tendono a dominare il mainstream delle scienze umane negli Stati Uniti: la psicologia di taglio comportamentista e la psichiatria di taglio psicoanalitico. La psicologia della Terza Forza è una tendenza umanistico-esistenziale, attenta anche alla tradizione spirituale e psicologica orientale (specie indiana) che vede i suoi esponenti più noti in Carl Rogers, Abraham Maslow, Rollo May ecc Il focus teorico fondamentale per la psicologia umanistica della Terza Forza risiede nel concetto dello Human Potential. Il concetto dello “Human Potential” è stato introdotto nel movimento psicologico internazionale precisamente da Maria Montessori. La prospettiva dello Human Potential (con questa esatta etichetta, sin dal principio) viene presentato da Montessori in un saggio pensato, scritto e pubblicato in inglese durante i suoi 7 anni di vita in India (fatto non così noto quanto meriterebbe). Si tratta del testo, ben conosciuto e diffuso nella cultura psicologica angloamericana sin dalla sua prima edizione: To educate the human potential. Madras, India: Kalakshetra Press, 1947.

Sappiamo già che Maria Montessori è lo psicologo italiano più famoso al mondo, benché sia talvolta quasi ignorata dagli psicologi italiani (o almeno da quelli più sprovveduti). Ora possiamo renderci conto anche del fatto che Montessori è una delle principali fonti di ispirazione per il movimento psicologico della Terza Forza. Secondo Maria Montessori: per avere la possibilità di crescere veramente, l’individuo deve essere lasciato il più possibile libero di scegliere spontaneamente da sé ciò di cui ha bisogno, per il proprio sviluppo intellettuale ed esistenziale. Seguendo tale prospettiva, secondo Montessori: non si tratta di insegnargli dei contenuti precostituiti, bensì di permettere al suo potenziale umano (Human Potential) di esprimersi e di trovare creativamente la propria strada, circondato da un ambiente divertente, stimolante, autentico; ma soprattutto: accettante. Lo Human Potential Movement o Movimento per il Potenziale Umano, che viene rilanciato con gli anni ’60 negli Stati Uniti, è un’estensione agli adulti del concetto psicologico di Human Potential che Montessori sviluppa per la psicologia dell’età evolutiva. Solo che, invece di riferirsi alla crescita non-direttiva dei bambini, si riferisce alla crescita non-direttiva degli adulti. Tutta la psicologia umanista o più in generale la Terza Forza e il movimento del potenziale umano sono  largamente ispirati al Metodo Montessori. La differenza principale è che, riferendosi agli adulti, questa forma di psicologia non propone degli obiettivi di contenuto, nel senso che non intende fare acquisire anche delle nozioni specifiche (come per i bambini che comunque devono imparare a leggere e a scrivere) ma punta solo allo sviluppo del loro potenziale umano. I colleghi statunitensi conoscono però benissimo il lavoro di Maria Montessori, così come i molti centri per la crescita infantile a lei ispirati negli Stati Uniti. La conosce in particolare Carl Rogers.

Come non tutti i colleghi hanno ben chiaro, Carl Rogers (1902-1987) è uno psicologo dell’età evolutiva. Dopo avere coltivato degli interessi nell’agricoltura e degli studi di teologia, Rogers abbandona il Seminario per studiare al Teachers College della Columbia University (a New York) dove si laurea nel 1928 e dove consegue il PhD nel 1931. Proprio durante il dottorato in psicologia, Rogers passa a occuparsi esclusivamente di psicologia dell’età evolutiva. Nel 1930 (anno in cui Time dedica la copertina a Montessori) diventa direttore della Society for the Prevention of Cruelty to Children di Rochester NY. Dal 1935 al 1940 insegna psicologia dell’età evolutiva alla University of Rochester e pubblica The clinical treatment of the problem child (1939) in cui affronta, sulla base della propria esperienza di terapeuta infantile, gli stessi temi che vengono sviluppati nei principali e pionieristici contributi di Maria Montessori, che ha sempre operato in primo luogo come counselor-terapeuta dell’età evolutiva. Nel 1940 Rogers diventa professore di Psicologia Clinica alla Ohio State University. In questo periodo scrive il suo secondo libro, in cui estende agli adulti quanto ha già realizzato con riferimento ai bambini: Counseling and Psychotherapy (1942). Abbandona dunque i saltuari riferimenti psicoanalitici che ha raccolto dalla pratica del post-freudiano indipendente viennese, ma naturalizzato newyorkese, Otto Rank. L’approccio client-centered di Rogers, ulteriormente precisato nei suoi Counseling and Psychotherapy (1942) e Client-Centered Therapy (1951) è esplicitamente derivato dalla pratica del lavoro con i bambini in difficoltà, che Rogers lascia il più possibile liberi di esprimersi creativamente in una forma non-direttiva di empatia. Rogers è convinto che ogni persona è in grado di trovare la propria strada se viene accolta e accompagnata da un ascoltatore che l’accetta senza condizioni, blandamente indirizzandola ma soprattutto operando in una forma maieutica rispetto al suo potenziale positivo interiore, che le è presente naturalmente. Sono tutti costrutti di classica matrice montessoriana.

7 anni in India

Sarà bene ricordare che Maria Montessori è il primo psicologo occidentale a operare lungamente in India, attingendo alla tradizione culturale locale e aprendo la strada a quella particolare visione della disciplina alla quale in seguito si ispira molta della psicologia esperienziale e spirituale, della terapia psicologica e del counseling dagli anni ’60 in poi. Maria Montessori, al tempo in grave tensione con  il regime fascista di Mussolini, decide di trasferirsi in India nel 1939 assieme al figlio Mario, cogliendo il pretesto di un invito da parte della Società Teosofica ispirata a Helena Blavatsky. I due Montessori rimangono a vivere continuativamente entrambi in India per 7 anni, fino al 1946. Dapprima incontrano delle difficoltà, in quanto cittadini di un paese (l’Italia)  che è in guerra con la Gran Bretagna (che al tempo domina l’India come colonia) ma  presto vengono trattati con tutti gli onori, sviluppando un’ampia attività di formazione.

Fondano molti centri per la crescita personale montessoriana, arrivando a formare centinaia di insegnanti-facilitatori indiani creativi (probabilmente più di mille). I Montessori si incontrano e si confrontano, tra gli altri, anche con: Tagore, Gandhi e Nehru. Sulla permanenza di Montessori in India, si veda ad esempio il sito della Montessori-Landesverband Hessen e.V. Come ricorda il sito: “Hanno vissuto in diverse parti dell’India e del Kashmir, fornendo formazione e fondando scuole Montessori. L’obiettivo di entrambi è lo sviluppo di un concetto di educazione cosmica, un approccio educativo che cerca di integrare scienze naturali, scienze sociali e prospettiva religioso-morale.”

Psychology of Human Potential in Montessori’s words

Ecco alcuni frammenti in cui il Potenziale Umano viene delineato attraverso le parole stesse di Maria Montessori, nel suo volume del 1947 così come anche in tanti altri passaggi dei suoi scritti precedenti:

  • “We must help the child to act for himself, will for himself, think for himself; this is the art of those who aspire to serve the spirit.”
  • “We recognise the immense power, the unconscious forces existing in the child on the threshold of life.”
  • “We have to help the child to act, will and think for himself.”
  • “Leave the child free to make use of his powers and he will show himself capable of success.”
  • “The child must learn by his own individual activity, being given a mental freedom to take what he needs, and not to be questioned in his choice. Our teaching must only answer the mental needs of the child, never dictate them.”
  • “His rights as a human being who shapes all of mankind must become sacred, and the secret laws of his normal psychic development must light the way for civilisation.”
  • “The child now stands in need of his own inner light.”
  • “We have learnt from him [the child] certain fundamental principles of psychology.  One is that the child must learn by his own individual activity, being given a mental freedom to take what he needs, and not to be questioned in his choice.  Our teaching must only answer the mental needs of the child, never dictate them.”

Montessori, M. (1947). To educate the human potential. Madras: Kalakshetra Press.