Percezione o Estetica ?

 

Estetica è dal greco Aisthesis, che indica la Sensazione. Analogamente, il relativo verbo Aisthanomai è: Percepire in virtù dei sensi.

L’estetica, per millenni, non viene considerata come un tema filosofico o di critica artistica o legato alla qualità della forma fisica o al fashion o simili, come spesso capita oggi, bensì come lo studio del risultato mentale connesso all’uso dei sensi.

In sostanza: l’Estetica (o quanto meno l’Aisthesis) coincide con quel fenomeno o processo o funzione che nella psicologia moderna chiamiamo Percezione.

La moderna Psicologia della Percezione coincide sostanzialmente con la classica Psicologia dell’Aisthesis.

Analogamente: Percepire è dal latino PerCipere, composto di Capere (Prendere) e Per (Attraverso, Per mezzo). Si riferisce alla costante attività mediante la quale raccogliamo-costruiamo il mondo tramite i nostri sensi.

Il termine Percepire indica anche l’atto del Prendere puro e semplice; tipo: percepire un compenso.

La differenza maggiore fra l’estetica in senso classico e l’estetica in senso moderno è la dimensione prescrittiva o moralistica di quest’ultima.

L’estetica moderna non si propone di capire ciò che viene percepito, ma vuole stabilire che cosa produce una sensazione-valutazione positiva quando lo si percepisce. Studia: da che cosa occorre partire per produrre la percezione di qualche cosa di positivo.

In realtà l’Aisthesis greca non vuole essere una teoria, ma solo indicare il contenuto della sensazione; ovverosia: la conclusione del processo sensoriale-percettivo.

E’ l’invenzione settecentesca dell’Estetica (teoria-tecnica dell’aisthesis) che cerca di inquadrare in una prospettiva di valutazione (positiva o negativa) il processo.

L’aisthesis classica cerca di raccogliere testimonianze. L’estetica moderna cerca di produrre sentenze.

Estetica è in effetti un neologismo, inventato dal berlinese Alexander Gottlieb Baumgarten (1714-1762) in occasione della sua tesi di laurea nel 1735, il quale inventa appunto il termine stesso di Estetica per costruire una dottrina (moralistica) della conoscenza sensibile. Baumgarten è uno psicologo cognitivista allievo di Christian Wolff e seguace di Leibniz.

Si tratta comunque di autori che uno psicologo nostro contemporaneo, posto che non sia pregiudizialmente modernista a tutti i costi, considera come propri rilevanti padri spirituali.

Baumgarten, che è professore e poi rettore all’Università di Francoforte sull’Oder, pubblica anche un lungo studio (per certi aspetti incompiuto) che definisce pienamente la sua Aesthetica nel 1750.     baugarten-aesthetica-little

Baumgarten identifica l’estetica con la teoria generale della bellezza e dei giudizi che sono prodotti in suo nome.

L’estremizzazione pop dell’estetica di Baugarten è l’Estetista, cioè chi si occupa di intervenire con le sue arti sull’aspetto esteriore del corpo in senso estetico, nel senso cioè di renderlo modernamente conforme ad una regola moralistica di bellezza.

 

 

 

 

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Commenti chiusi