Pratica professionale e Ipnosi

 

L’ipnosi-suggestione è una tecnica di comunicazione e non una professione a se stante.

Posto che, per impiegare professionalmente questa psicotecnica occorre rispettare le opportune regole deontologiche.

Ci sono molte figure di professionisti che utilizzano l’ipnosi, ma sarebbe difficile immaginare un ipnotista professionista puro, cioè una persona che si limita esclusivamente a produrre delle suggestioni ipnotiche al di fuori di un contesto professionale o di una relazione personale specializzata.

Nel mondo, specie nelle culture anglo-americane: le psicotecniche ipnotiche vengono utilizzate da molte persone, con competenze diverse, che hanno seguito i più diversi percorsi formativi e che appartengono alle più diverse associazioni o categorie professionali.

In genere, in Italia come in tutto il mondo, pure ad esempio sul piano giuridico: non si sa bene come collocare l’ipnosi. Anche perché molti non credono all’esistenza di una ipnosi in quanto tale, sul genere di un fluido magnetico fisicamente autonomo, invece che più semplicemente all’ipnosi intesa come una forma di comunicazione suggestiva.

Detto altrimenti: l’ipnosi è in larga parte una procedura relazionale. L’intervento ipnotico è soprattutto uno stile comunicativo nel rapporto di collaborazione tra professionista e cliente.
Anche da un punto di vista legale, la suggestione si presenta come una modalità di azione piuttosto generica e quindi difficile da inquadrare in termini che siano nettamente differenziati rispetto a quelli di ogni altra comunicazione o relazione interpersonale.

È ovvio, ad esempio, che l’ipnosi psicologica, così come qualsiasi altro intervento focalizzato sulla soggettività mentale, non può in nessun modo pretendere di sostituire la cura medica. Per cui diventa importante che la persona, quando avvicina la suggestione per una questione che può avere riflessi biologici specifici, venga invitata dall’operatore a fare ricorso a tutti i consulti e a tutte le cure mediche del caso, esattamente come farebbe se l’intervento ipnotico non ci fosse.

Vale chiaramente anche l’inverso, specie per quanto riguarda i disagi fisici che producono riflessi anche sul piano psicologico, come accade in particolare per le reazioni psicosomatiche o somatopsichiche. È ovvio che l’ipnosi medica, così come qualsiasi altro intervento focalizzato sulla materialità biologica, non può pretendere di sostituire la consulenza psicologica.

La qualità più necessaria è che l’ipnotista sia adeguatamente formato all’induzione e all’uso delle suggestioni, per quanto riguarda l’impiego specifico della tecnica ipnotica, ma anche che padroneggi bene la disciplina professionale relativa alle situazioni su cui interviene concretamente, nell’ambito della sua consulenza. E’ pure essenziale che, nella sua pratica, rispetti i migliori criteri deontologici.

Quello che conta è che il professionista sia esperto nella tecnica che applica (sia cioè anche un brillante ipnotista), e che stia lavorando nei termini delle sue specifiche competenze professionali. Che sia cioè uno psicotecnico davvero preparato e capace, per realizzare al meglio il suo intervento: nella sua veste di psicologo o di medico o di infermiere o in qualsiasi altra circostanza del suo intervento di sostegno o di risoluzione.

In materia di ipnosi applicata alla medicina, ad esempio, l’American Medical Association [1958] da più di mezzo secolo ha voluto dichiarare che: “Il chirurgo, l’ostetrico, l’anestesista, il ginecologo, l’internista, il medico di base possono legittimamente utilizzare queste tecniche nel quadro del proprio campo di particolare competenza”. Ma sempre l’American Medical Association ha voluto sottolineare anche che: “Nessun medico o dentista dovrebbero utilizzare l’ipnosi per fini che non rientrano nell’ambito della sua specialità e che vanno oltre la portata della sua competenza ordinaria.”

Per quanto riguarda l’impiego dell’ipnosi nei contesti specificamente sanitari, anche la British Psychological Society ha voluto sottolineare, nel 2001, che: “Chi utilizza l’ipnosi a scopi terapeutici dovrebbe limitarne l’applicazione a quei problemi che è professionalmente qualificato a trattare. Una regola da seguire è solo quella di usare l’ipnosi per il trattamento di quei problemi che si sarebbe qualificati a trattare anche senza l’uso dell’ipnosi.”

In conclusione, per quanto riguarda specificamente la formazione ricevuta nell’ambito del Corso Base di Ipnosi presso Psicotecnica, questa possiede un notevole valore certificativo, di prestigio e di credibilità scientifica e professionale.

 

 

 

 

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