Professionisti storici della ipnosi-suggestione

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Non è possibile capire davvero l’ipnotecnica se non si conoscono i personaggi più rappresentativi della sua storia.

Accade infatti che, anche nel caso della comunicazione suggestiva, tutta la storia è storia contemporanea.

In altre parole: capire davvero il modo di operare ipnotico di Puységur, di Pavlov, di Janet, di Benussi, di Hull, di Erickson o di Hilgard o di quant’altri tra i maggiori psicologi della storia, che hanno trattato l’ipnosi molto seriamente, è un’esperienza necessaria per poter essere dei professionisti completi, che utilizzano efficacemente l’ipnosi nel proprio ambito professionale, oggi.

Ecco dunque un breve elendo ci alcuni tra i più rappresentativi magnetisti-ipnotisti che hanno fatto la storia scientifica e professionale della psicotecnica suggestiva (in ordine secondo la loro data di nascita; considerando per ora solo personaggi storici, non più viventi).

Cliccando sul nome di ciascuno, si apre una scheda specifica di approfondimento.

Alcune tra queste schede sono presenti su psicotecnica.com. La maggioranza di esse è stata invece pubblicata e attualmente ospitata presso il sito del Corso Base di Ipnosi.

Consultare questo lungo elenco, di personaggi che nella maggior parte dei casi sono anche molto ben radicati nel movimento scientifico e professionale (universitario e clinico) dei loro Paesi, ci aiuta anche a capire il rilievo che la ricerca e le applicazioni ipnotecniche hanno sempre avuto, durante gli ultimi due secoli e oltre, nelle più diverse e prestigiose sedi internazionali.

  1. Giovanni Francesco Pivati (1689-1764).
  2. Franz Anton Mesmer (1734-1815).
  3. Elisha Perkins (1741-1799).
  4. Custódio de Faria (1746-1819).
  5. Armand Chastenet de Puységur (1751-1825).
  6. François-Amédée Doppet (1753-1799).
  7. John Elliotson (1791-1868).
  8. James Braid (1795-1860).
  9. Charles Lafontaine (1803-1892).
  10. James Esdaile (1808-1859).
  11. William Carpenter (1813-1885).
  12. Ambroise-Auguste Liébeault (1823-1904).
  13. Paul Broca (1824-1880).
  14. Jean-Martin Charcot (1825-1893).
  15. Hippolyte Adolphe Taine (1828-1893).
  16. Wilhelm Wundt (1832-1920).
  17. Carl Hansen (1833-1897).
  18. Rudolf Heidenhain (1834-1897).
  19. Cesare Lombroso (1835-1909).
  20. Hippolyte Bernheim (1840-1919).
  21. Alfred d’Hont detto Donato (1840-1890).
  22. Richard von Krafft Ebing (1840-1902).
  23. William James (1842-1910).
  24. Auguste Forel (1848-1931).
  25. Ivan Pavlov (1849-1936).
  26. Charles Richet (1850-1935).
  27. Enrico Morselli (1852-1929).
  28. Sigismund Freud (1856-1939).
  29. Joseph Babinski (1857-1932).
  30. Alfred Binet o Alfredo Binetti (1857-1911).
  31. Émile Coué (1857-1926).
  32. Henri Bergson (1859-1941).
  33. Georges Gilles de la Tourette (1859-1904).
  34. Pierre Janet (1859-1947).
  35. Alfred Schrenck-Notzing (1862-1929).
  36. Oskar Vogt (1870-1959).
  37. Vittorio Benussi (1878-1927).
  38. Clark Hull (1884-1952).
  39. Dave Elman (1900-1967).
  40. Milton Erickson (1901-1980).
  41. Ernest Hilgard (1904-2001).
  42. Emilio Servadio (1904-1995).
  43. Ernesto De Martino (1908-1965).
  44. Franco Granone (1911-2000).
  45. Joseph Wolpe (1915-1997).
  46. André Weitzenhoffer (1921-2004).

Tra i professionisti appena citati, in tema di psicotecnica ipnotico-suggestiva, merita ripetere i nomi di alcuni tra gli autori-ricercatori-operatori italiani più rappresentativi; giusto per notare che anche nella tradizione italiana, dove pure la competenza ipnotecnica lascia molto a desiderare se la si confronta con lo standard scientifico-professionale internazionale contemporaneo, ci sono degli ipnotecnici assai interessanti:

Per avere un’idea di quanto la ricerca e la professione che utilizza l’ipnotecnica continui ad essere viva e produttiva anche oggi, come da almeno due secoli a questa parte e continuando anzi a crescere con sempre maggiore intelligenza e vivacità, è sufficiente osservare lo sviluppo del riferimento all’ipnosi negli articoli scientifici rilevati su

Mi piace anche sottolineare che, prima di avere raccolto personalmente (nell’arco di diversi anni) le schede che testimoniano di questa grande tradizione, non avevo mai sentito citare nemmeno una volta (nei corsi di studio che ho frequentato ma anche, in seguito, dalla generalità dei colleghi universitari) la maggior parte di loro.

Speriamo che questo lavoro aiuti a superare, o almeno a ridurre, questo limite.