Psicologia della Scienza e della Medicina: Semmelweis

Semmelweis supervisiona il lavaggio delle mani, da parte dei giovani medici ostetrici, in una cartolina dell’International Museum of Surgical Science di Chicago

 

Ecco un altro esempio di come la psicologia gioca un ruolo in medicina, nel senso della indisponibilità soggettiva di una parte della cultura scientifico-professionale verso le nuove conoscenze.

Nel 1849 il medico di Budapest, ma operante a Vienna, Ignác Semmelweis (1818-1865) viene espulso dalla clinica ostetrica dell’Allgemeines Krankenhaus, fiore all’occhiello della Nuova Scienza medica prussiana.

Semmelweiss, secondo la valutazione ufficiale della Nuova Scienza positiva, è colpevole di avere scoperto la natura iatrogena, su base infettiva, di quelle che vengono chiamate (in forma puramente sintomatica) Febbri Puerperali. Tali febbri puerperali, negli ospedali, stanno uccidendo (anche limitandosi a quella sola moderna clinica) centinaia e centinaia di partorienti ogni anno.

In sostanza, Semmelweis chiede ai giovani medici che operano in un padiglione dell’ospedale, su cui può esercitare qualche influenza, di compiere il semplice atto di lavarsi le mani (con cloruro di calce) quando passano dal tavolo anatomico alle visite in corsia.

Semmelweis dimostra così, in forma elegantemente evidence based, che in quella parte della clinica in cui i medici si lavano le mani, le morti delle donne per febbri puerperali passano (in particolare: tra il 1846 e il 1848) da 459 (su circa 4 mila) a 4 (su oltre 3 mila) all’anno.

C’è un motivo alla base dei questo terribile effetto, come si è scoperto dopo.

All’epoca, i medici, specie se desiderosi di fare carriera, praticano molte autopsie (anche più di dieci al giorno) con fini di ricerca clinico-scientifica, che poi può essere pubblicata e “fare curriculum”, alternandole al lavoro con i pazienti in corsia.

Ciò avviene soprattutto perché, a metà dell’Ottocento, il riscontro anatomo-patologico è considerato la via regia per lo sviluppo dell’emergente medicina scientifica nella nuova e vincente università tedesca.

All’epoca manca la consapevolezza della contaminazione batterica, che viene dimostrata sperimentalmente in laboratorio da Louis Pasteur a Parigi nel 1864 e in sala operatoria, con l’antisepsi, da Joseph Lister a Londra nel 1883.

Cambiare le lenzuola del letto ospedaliero tra un parto e l’altro rappresenta un costo, peraltro riferito a donne del popolo (le madri dell’alta società partoriscono in casa). Quindi: lo si vuole evitare.

Chiedere ai medici di lavarsi le mani vuol dire mettere in dubbio la loro rispettabilità, dato che presuppone (orrore!) che le loro nobili mani siano sporche. Tale (assurda) idea pare anche attribuire loro una qualche colpa o responsabilità nella diffusione delle morti ospedaliere da parto.

Inoltre: Semmelweis, in quanto ungherese (con tendenze indipendentiste) è uno straniero considerato inferiore e sospetto per i medici austriaci, che non intendono umiliarsi a ricevere ordini da lui.

Risulta dunque chiaro, ai responsabili scientifici di più alto grado, che le evidenze riportate da Semmelweis vogliono solo screditare la grande medicina viennese. Per cui viene espulso dall’ospedale.

In seguito all’allontanamento di Semmelweis, viene ristabilita pienamente la rispettabilità della classe medica e la credibilità della Nuova Scienza, oltre che le frequenti morti per febbri puerperali, che riprendono ferocemente, uccidendo (nell’insieme degli ospedali europei) diecine e diecine di migliaia di donne del popolo ogni anno per molti e molti altri anni ancora.

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Francobollo celebrativo dedicato a Semmelweis dal Governo Austriaco nel 1965, a cent’anni dalla sua morte

Il rifiuto psicologico prussiano-tedesco verso la propaganda igienica di Semmelweis è per molti aspetti simile al caso della vaccinazione di Jenner, rifiutata dalla Royal Society e dal mondo medico britannico per il fatto di essere proposta da un medico privo di pedigree accademico e per il fatto di presentare alcune caratteristiche inaccettabili per i pregiudizi ideologici degli scienziati.

Nel caso di Jenner: significa affermare che l’essere umano è simile a un animale, mentre promuove connotazioni omeopatiche che sono generalmente poco stimate in ambito medico ufficiale.

Successivamente all’espulsione, Semmelweis torna in Ungheria, dove riesce ad operare con relativo successo presso la maternità del piccolo Ospedale di Szent Rókus o San Rocco a Pest (oggi Buda-Pest).

Con il procedere del tempo, la metodica di Semmelweiss trova lentamente quanto inesorabilmente ampio seguito in tutto il mondo, specie con il procedere del Novecento.

Budapest – Monumento a Semmelweis, eretto davanti all’Ospedale di San Rocco nel 1906.

Oggi Semmelweiss viene ricordato come il sommo “Salvatore delle madri”.

Per inciso, dal 1969 quella che nell’Ottocento è la Reale Università ungherese di Scienza (Magyar Királyi Tudományegyetem) prende il nome di Semmelweis Egyetem o Semmelweis University. Mentre il lavoro di Semmelweiss diventa retrospettivamente un fiore all’occhiello per la grande scienza tedesca.

L’opera scientifica di Semmelweis può essere studiata in: Semmelweis, Ignác; von Györy, Tiberius (1905), Semmelweis’s Gesammelte Werke Herausgegeben und zum Theil aus dem Ungarischen Übersetzt [The complete published works of Semmelweis, in part published from Hungarian]. Jena: Fischer. Una versione inglese del più classico lavoro di Semmelweis è messa liberamente a disposizione dal New York Times.

Sul caso di Semmelweis sono stati prodotti, con il procedere del Novecento, diversi lavori teatrali, cinematografici e di ricostruzione storica. Uno di più noti è: La Vie et l’œuvre de Philippe Ignace Semmelweis, tesi di laurea in medicina dello scrittore francese Céline (al secolo: Louis-Ferdinand Dostouches) discussa nel 1924 e successivamente pubblicata a Parigi nel 1937 e poi nel 1952.

In Italia, l’avventura di Semmelweis è stata tradotta in forma cinematografica grazie ad un film realizzato per Rai 1 in due puntate nel 1981, che può essere visto direttamente sul web. Al momento si trova su YouTube in 4 puntate. La regia è del noto semeiologo, professore all’Università Cattolica di Milano, Gianfranco Bettetini. La sceneggiatura è di Gianfranco Bettetini e di Aldo Grasso, eccellente studioso della televisione e professore universitario anche lui. Le musiche sono di Gino Negri (il geniale quanto simpatico padre di Antonello).

 

 

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