PTSD, Disturbo post-traumatico da stress: Scemi di Guerra in video

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Un tema di grande rilievo per la psicologia è quello della drammatica risposta psico-fisica che oggi viene definita come Disturbo Post-Traumatico da Stress, o Post Traumatic Stress Disorder PTSD.

Questa sindrome esiste più o meno da sempre, ma è emersa in modo massiccio soprattutto nel contesto della Prima Guerra mondiale.

Oggi si ritiene che i suoi meccanismi siano presenti in molte situazioni di sofferenza psicologica.

Tali modi di reagire sono stati definiti dai medici inglesi come Shell Shock; letteralmente: Shock da Granata (Shell, per via del suo aspetto da conchiglia).

Nell’uso italiano si è parlato di Nevrosi di Guerra ma, con espressione che testimonia purtroppo della straordinaria debolezza che caratterizza la nostra pop psychology in tema di psichiatria, è stata spesso utilizzata a livello popolare anche la penosa definizione di Scemi di Guerra.

Su questi temi disponiamo di un buon apparato di testimonianze e documenti video.

Ne riporto una serie qui di seguito, così da facilitare il lavoro di chi intende documentarsi sul fenomeno. Anche perché una conoscenza adeguata su questo genere di casi clinici è davvero necessaria per chi intende lavorare nella consulenza psicologica alle persone; benché fortunatamente questo genere di situazioni si presenti solo molto raramente in una forma così forte nella nostra quotidianità contemporanea.

 

C’è un documentario della Rai assai interessante e ben fatto, come spesso accade nel caso dei lavori prodotti dal Servizio Pubblico italiano e in particolare da Rai Storia. E’ stato realizzato per la serie Il tempo e la storia, nell’ambito di Rai Storia, e si intitola:  Scemi di guerra, la follia nelle trincee.

Purtroppo però non pare che questo bel materiale sia attualmente disponibile in streaming (o almeno: io non l’ho saputo trovare).

Ne esiste tuttavia una versione un po’ approssimativa (comunque: per fortuna che c’è) riportata su YouTube. Eccola suddivisa in tre parti:

 

 

 

 

La Rai offre anche un breve podcast radiofonico relativo al rapporto tra la società e i Traumi di Guerra all’epoca della Prima Guerra Mondiale. La prima parte è dedicata ai traumi fisici e la seconda ai traumi psicologici.

 

Riesce molto utile per capire la materia (ancorché in lingua originale inglese) il documentario Shell Shock, meno ricco di quello Rai ma utile per documentare anche visivamente il tema. E’ firmato da Blakeway Production for Channel Four ed è attualmente disponibile anch’esso su YouTube, in quattro parti:

 

 

 

 

 

A latere di questa documentazione, può essere interessante ascoltare anche delle testimonianze di  militari italiani ricoverati durante la prima guerra mondiale nell’ex ospedale psichiatrico di Padova. Le loro voci sono ricostruite, o ricavate dalle loro lettere, in una forma di video-saggio curato da Francesca Busetti e intitolato Matti di guerra:

 

 

Un altro  documento video, drammatico ma interessante, è rappresentato dalla sintesi di alcune riprese, realizzate dai servizi sanitari dell’esercito inglese, per documentare la difficile situazione di alcuni militari reduci dalla Prima Guerra mondiale.

 

 

Una versione assai più ampia, sempre di questa documentazione sul dramma dei militari inglesi nella Prima Guerra mondiale, è riportata in un altro video:

 

 

Per quanto riguarda invece i possibili trattamenti, sempre con riferimento al caso specifico dei militari, merita sempre vedere il notevole Let There Be Light, film-documentario realizzato nel 1948 per l’esercito degli Stati Uniti niente meno che da John Huston e rimasto a lungo lontano dalle luci della ribalta, che è stato recentemente restaurato.

Il film-documentario riprende in diretta alcuni trattamenti, basati principalmente su tecniche cognitivo-comportamentali spesso sviluppate su base ipnotica, che rappresentano le strategie elettive d’intervento in uso nell’ambito clinico-scientifico anglo-americano per affrontare i PTSD ormai da più o meno un secolo a oggi.

 

 

Sono tutti materiali importanti per l’aggiornamento di chiunque operi per aiutare le persone a superare il loro disagio personale.