Referendum come Test Proiettivo: Brexit & Casi Italiani

 

Ogni referendum è un test proiettivo.

Ogni consultazione popolare può essere analizzata anche ispirandosi a tante altre chiavi di lettura, ma è prima di tutto un test proiettivo in senso stretto e non metaforico.

Il referendum è la proposta di uno stimolo da valutare, cui ognuno attribuisce un significato diverso: sia prima, sia durante, sia dopo la votazione.

Più in generale, si può dire anche che tutte le campagne di propaganda si sviluppano attraverso una contrapposizione fra proiezioni.

E’ evidente l’interpretazione proiettiva di quanto è stato valutato e stabilito attraverso il referendum inglese sulla Brexit del 2016. Peraltro: quanti sanno prcisamente, nel dettaglio, che cosa si è votato davvero nel contesto della Brexit e qual’è il carattere esatto di tale referendum nel sistema inglese?

Lo stesso accade per molti dei 71 referendum che si sono tenuti in Italia fino ad oggi, tra cui quelli su: la conferma e l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, l’abolizione del canone Rai, l’abolizione del ministero del turismo, l’abolizione del ministero dell’agricoltura, l’introduzione della responsabilità civile dei magistrati, l’abolizione dei voti di preferenza nelle elezioni politiche ecc.

Chi si sente di dire con esattezza che cosa si è effettivamente deciso in questi casi? Che significato è stato attribuito alle votazioni? Quali sono state le conseguenze concrete di tali referendum, che hanno tutti l’autorevole patrocinio, con carattere di legge, della nostra stessa Costituzione repubblicana?

In tutti questi casi, specie se osservati da una certa distanza di tempo, appare evidente la natura decisamente aleatoria sia di quello che effettivamente si è deciso, o si è creduto di decidere, sia delle conseguenze che ne sono state tratte nella realtà, al di là delle parole spese durante le campagne elettorali e dei complessi significati che sono stati loro attribuiti.

 

 

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