La crescita della popolazione è un problema? Le paure di Malthus e la realtà dei fatti

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Nel 1798 Malthus lancia un drammatico quanto famoso appello a frenare l’aumento della popolazione. Le proposte di Malthus, da allora, hanno avuto ed hanno molti seguaci ed estimatori.

Solo che le cose, per la popolazione reale, non sono andate affatto come Malthus prospetta. Anzi: all’enorme crescita della popolazione corrisponde un notevole miglioramento per la vita di molti fra noi.

Nel 1798 il Pastore anglicano Thomas Malthus (1766-1834) pubblica a Londra il suo Saggio sui principi della popolazione (Essay on the principle of population: As it affects the future improvement of society) che riscuote da subito un enorme successo di pubblico.

Con questo saggio, Malthus proclama la Ferrea Legge della Popolazione in base alla quale: mentre le bocche si moltiplicano geometricamente, il cibo cresce aritmeticamente. Ne consegue, secondo la Legge di Malthus, che occorre limitare il numero complessivo degli esseri umani sulla terra, così da poter accrescere la ricchezza materiale e il benessere dell’umanità.

Secondo la Legge di Malthus: l’effetto che si ottiene in caso contrario, se non si pone un freno alla crescita, è sicuramente la totale decadenza della nostra società e forse anche la morte per fame del mondo intero entro breve tempo.

Sulla base di tale teoria molto elementare, Malthus e i suoi seguaci pretendono che i responsabili politici intervengano per frenare in tutti i modi la crescita della popolazione. Si vuole in particolare che venga posto un freno decisivo alle classi sociali ed agli immigrati più poveri o ritenuti intellettualmente inferiori.

Il grido di dolore espresso dal reverendo Malthus viene ripreso nei secoli da innumerevoli esponenti politici e si diffonde a livello popolare, per cui viene spesso rilanciato in occasione delle elezioni.

Nel contempo: la generalità delle amministrazioni politiche occidentali si è sempre ben guardata dal frenare la quantità di popolazione, promuovendo anzi molto spesso delle politiche che cercano di favorirne l’aumento, con varie forme di sostegno alla procreazione e alle famiglie numerose.

Per cui, dai tempi di Malthus a oggi, la popolazione non ha fatto che crescere. Tale crescita è stata notevole nel secolo successivo all’allarme del sacerdote, per diventare frenetica nel secolo ancora successivo e oltre.

La popolazione nel mondo è cresciuta, in numeri arrotondati:

  • anno 1000 – 300 milioni (quasi)
  • anno 18001 miliardo (quasi)
  • anno 1900 – 1.6 miliardi
  • anno 2000 – 6 miliardi
  • Negli anni ‘10 dei Duemila, noi abitanti del pianeta superiamo i 7 miliardi.

La popolazione in Europa è cresciuta, in numeri arrotondati:

  • anno 1000 – 50 milioni (quasi)
  • anno 1800200 milioni
  • anno 1900 – 400 milioni
  • anno 2000700 milioni (oltre)

Nel contempo, la speranza di vita alla nascita per la popolazione, in numeri arrotondati, nel Paese del reverendo Malthus e cioè nello United Kingdom è:

  • anno 1698: 38.1 anni (uomini e donne)
  • anno 1798: 38.9 anni (uomini e donne)
  • anno 1894: 48.3 anni (uomini e donne)
  • anno 1999: 77.4 anni (uomini e donne)

Per avere un dato di confronto che ci può interessare particolarmente, si può notare che la speranza di vita alla nascita per la popolazione, in numeri arrotondati, in Italia è:

  • Anno 1872: 30 anni per le donne; 29 anni per gli uomini. Media: 29.7 anni.
  • Anno 1901: 44 anni per le donne; 43 anni per gli uomini. Media: 43.5 anni.
  • Anno 1951: 67 anni per le donne; 63 anni per gli uomini. Media: 65.2 anni.
  • Anno 2012: 85 anni per le donne; 80 anni per gli uomini. Media: 82.5 anni.

Conclusioni (come sempre: provvisorie) cui si potranno affiancare tante altre considerazioni:

  • La popolazione è aumentata in modo drastico, così nel mondo come in Italia; mentre tale crescita numerica è stata accompagnata da un drastico aumento della speranza di vita, come anche della vita media.
  • Ne deriva che la Nuova Legge di Malthus, aggiornata sulla base dei dati di fatto che la realtà ci offre, dovrebbe suonare più o meno così: alla netta crescita della popolazione corrisponde un netto miglioramento delle condizioni di vita per la popolazione medesima.
  • In sostanza: la crescita della popolazione pone sicuramente molti e gravi problemi, che richiedono attenzione e grande impegno per affrontarli al meglio; ma sembra che questi siano stati in molti casi relativamente risolti con un certo successo. Posto che credo siano pochi quelli che sognano di esistere nella tranquilla (?) Inghilterra di fine Settecento, mediamente per non più di una trentina d’anni; mentre penso siano molti di più quelli che preferiscono vivere oggi, tra molta più gente ma per quasi una novantina d’anni (circa tre volte di più che ai tempi della prima Legge di Malthus).
  • Come riflessione ulteriore, sorge il dubbio che i problemi dell’umanità non risiedano così decisamente nella crescita della popolazione in se stessa, quanto piuttosto nel modo di affrontare il tema. I problemi vengono vissuti dalla popolazione ma le loro origini sono: le sacche di povertà, notevoli in alcuni settori del mondo industriale occidentale ed enormi in una parte del terzo mondo; oppure il fatto di sfruttare forsennatamente l’ambiente; o il fatto di non proteggere solidalmente la parte della popolazione che invecchia sempre più; e così via.
  • Detto altrimenti: qualcuno potrebbe pensare (sulla base di dati definibili come scientifici) che la crescita della popolazione non sia così tanto un limite quanto piuttosto una risorsa potenziale che spesso si realizza.
  • Infine: la vita può essere di per se stessa piena di problemi e di guai, che tuttavia non di rado vengono risolti o almeno vengono faticosamente superati; permettendoci forse di vivere mediamente meglio dei nostri antenati di un tempo.
  • Anche se tuttora resta moltissimo da fare, specie per quelli che oggi possono sì vivere (mentre nelle condizioni dei tempi di Malthus, mediamente, tutti noi saremmo morti in due terzi dei casi) ma solo con risorse ancora troppo limitate.

NOTE:

Malthus, T.R. (1798). Essay on the principle of population: As it affects the future improvement of society. London: Johnson. Il testo può essere letto nell’orginale su diversi siti web e in particolare grazie all’encomiabile lavoro di archive.org per sostenere l’openaccess.

I dati qui riportati sulla popolazione mondiale in generale e su quella europea in particolare sono indicativi, giusto per evocare a grandi linee il necessario riferimento ai fatti reali. Sono comunque la sintesi accurata di varie fonti, tra loro più o meno concordi. Fra queste: Istat, Enciclopedia Treccani, United States Census Bureau, Woldometers ecc. I dati specifici sulla speranza di vita (life expectancy) in Inghilterra sono ripresi direttamente da ourworldindata.org.

 

 

 

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