Vogt: Ipnosi, neuroscienza, ricerca sul cervello

 

Oskar Vogt (1870-1959) è un personaggio rilevante nella storia dell’ipnosi. In particolare: è un eccellente testimone del fatto che lo studio della comunicazione suggestiva può convivere armoniosamente con la fiducia nella scienza. Il tutto: al massimo livello di qualità internazionale.

Oskar Vogt è un professore universitario che ha contribuito notevolmente a costruire la neurologia e la psicologia scientifica moderne; così come è uno studioso che ha praticato l’ipnosi per tutta la vita.

Vogt appartiene a una tipologia di psicologi-neurologi-scienziati-ipnotisti che annovera tra le sue fila alcuni tra i più grandi nomi della psicologia scientifica moderna. Al suo fianco, in veste di ipnotisti-scienziati, possiamo ricordare, quanto meno: Wundt, Lombroso, Bernheim, Pavlov, Janet, Schrenck-Notzing, Benussi, Hull, Erickson, Hilgard così come tanti altri.

Oskar Vogt ha pubblicato molte ricerche sull’ipnosi, alcune delle quali sullo Zeitschrift für Hypnotismus, tra cui ad esempio: Zur Kenntniss des Wesens und der psychologischen Bedeutung des Hypnotismus (Leipzig: Barth, 1895).

Oskar Vogt fonda nel 1914, presso l’Università di Berlino, una delle istituzioni più importanti a livello internazionale per la nascita e per lo sviluppo delle neuroscienze moderne: lo Institut für Hirnforschung (Institute for brain research) che in seguito prende il nome di Max Planck Institute for Brain Research.

Una circostanza curiosa, che ha reso ulteriormente noto Vogt e che testimonia anche della sua grande credibilità internazionale, è il fatto di essere stato incaricato ufficialmente nel 1924, dalle autorità sovietiche, di studiare il cervello di Lenin, mitico fondatore dell’Unione Sovietica che era morto da poco.

Oskar Vogt fonda nel 1892, assieme ad Auguste Forel, professore all’Università di Zurigo e direttore dell’ospedale Burghölzli, lo Zeitschrift für Hypnotismus, Psychotherapie, sowie andere psychophysiologische und psychopathologische Forschungen [Giornale di ipnotismo, terapia suggestiva, insegnamento della suggestione e ricerca psicologica relativa] poi Journal für Psychologie und Neurologie – Zeitschrift für Hypnotismus e infine Journal für Hirnforschung [Giornale di Ricerca sul Cervello] che continuerà a dirigere per tutta la vita. Negli anni ’90 la pubblicazione diventa: Journal of Brain Research.

Benché progressivamente il Journal offra sempre maggiore spazio alla ricerca sul cervello, i contributi che trattano di psicologia, di psicoterapia e di ipnosi continuano ad essere ben presenti per tutti gli anni in cui Vogt lo gestisce.

Un’altra testimonianza notevole che Vogt ci offre è la sua evidente considerazione positiva nei confronti della presenza femminile in medicina. In tempi in cui le donne-medico erano più uniche che rare, Vogt collabora infatti costantemente con una scienziata come Cécile Mugnier (1875-1962).

Questa eccellente medico-neurologo francese è più spesso conosciuta come Cécile Vogt-Mugnier, essendo diventata anche la moglie di Oskar Vogt. Nel 1989 le poste tedesche le hanno dedicato un francobollo. Mentre nel campus bio-medico dell’Università di Berlino le è stato eretto anche un busto, non proprio attraente ma simile a quello del collega e marito. Cécile Mugnier è stata per molti anni condirettore del Journal assieme a Oskar Vogt.

 

 

I bronzi di Cécile Mugnier e di Oskar Vogt nel prato del Max-Delbrück-Centrum für Molekulare Medizin (MDC) di Berlino.

Berlino, 1903 (foto wikimedia). Oskar Vogt è quello con l’abito scuro, che consulta il librone. Alla sua destra è seduta Cécile Mugnier poi Vogt. Si noti il barattolone pieno di cervelli, appoggiato con nonchalance sul ripiano inferiore del tavolino centrale.

 

In conclusione: Oskar Vogt ha fornito una base importante, con Cécile Mugnier, per lo sviluppo scientifico dell’ipnosi, in chiave psicologica e terapeutica, dirigendo per decenni e decenni un Journal di livello internazionale che ha ospitato la ricerca sulla suggestione assieme a tanti altri ambiti della ricerca psicologica e neuroscientifica.

Vogt ha operato però nell’area culturale tedesca. Mentre lo studio dell’ipnosi-suggestione si è affermato principalmente in ambito: prima francese e poi statunitense. E questa circostanza ha forse mantenuto un po’ in ombra il suo importante contributo.

E’ dunque opportuno rivisitare attentamente la testimonianza di Vogt, per conoscere meglio l’ipnosi e per capire meglio come questa sia sempre stata presente nella ricerca scientifica internazionale, nei contesti più rappresentativi della medicina e della psicologia, benché oggi sembri essere così poco nota nell’ambiente culturale italiano.

 

 

 

 

 

 

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