Parkinson : La psicotecnica può contribuire a migliorare la qualità della vita

 

 

Domanda : È possibile aiutare la persona che si trova a gestire la malattia di Parkinson, migliorando la propria condizione con strumenti forniti dalla psicologia ?
Risposta: Sì !

La psicotecnica non è una magia, ma può aiutare chi soffre di Parkinson, sia mediante la consulenza psicologica di base, in termini di counseling cognitivo comportamentale, sia attraverso tecniche specifiche di allenamento che ti permettono di controllare meglio la situazione, integrandola nella vita quotidiana.

 

Parkinson e Psicologia

 

Sintetizzando quanto riassume efficacemente la Treccani, La Malattia o Morbo di Parkinson o “Parkinson” senza altri riferimenti, della cui esistenza ci si è resi conto con chiarezza solo nella prima metà dell’Ottocento, oggi è una patologia del sistema nervoso centrale moderatamente diffusa, che si caratterizza in primo luogo per i vari livelli in cui si presentano forme di tremore, di rigidità o di ridotta capacità ad eseguire movimenti accurati (acinesia).

Non trattiamo in questa sede la dimensione biomedica del Parkinson, per la quale è importante rivolgersi ai medici curanti ed agli specialisti in materia.
Merita però sottolineare che la verifica scientifico-clinica ha evidenziato come l’intervento psicologico professionale possa rappresentare un valido supporto nell’accompagnare la persona, che soffre di questo problema, verso una condizione di minore sofferenza, o meglio verso una condizione di maggiore armonia e serenità.

 

Sintomi su cui interveniamo

 

Anche nel caso della Malattia di Parkinson valgono alcune regole generali.
In particolare: è chiaro che la psicotecnica non è una magia (lo ricordiamo costantemente) e non cancella le malattie biologiche, ma è altrettanto certo che può risultare utile come tecnica di potente supporto in medicina.
Nel contempo: è un fatto che la vita ci sottopone spesso a delle prove assai difficili. E tuttavia: lasciarsi andare alla lamentazione ed all’auto-compatimento non ci aiuta certo a sentirci meglio, mentre la psicotecnica può aiutarci a ritrovare quelle risorse positive che, anche nelle situazioni peggiori, rappresentano le migliori risorse personali per ciascuno di noi.

Come spesso accade, i dati scientifici sugli interventi efficaci del counseling psicologico professionale sono numerosi e autorevoli.
I contributi pubblicati nelle riviste scientifiche internazionali certificate testimoniano del positivo effetto di varie psicotecniche, e in particolare (ma certo non solo) della comunicazione ipnotico-suggestiva, con riferimento a diversi problemi.
Presentarli tutti richiederebbe un approfondito seminario universitario specialistico, che non è possibile realizzare in questa sede. Possiamo però ricordare qualche dato ben dimostrato, in termini di rigorosa attendibilità clinico-scientifica, offrendo qui una breve rassegna introduttiva che riporta un campione di contributi significativi sul tema.

La gamma dei sintomi rispetto ai quali il supporto psicologico professionale può dimostrarsi efficace è ampia. Si tratta di interventi sintomatici (con un effetto attenuativo e generalmente non risolutivo ma solo assai migliorativo) che intervengono talvolta in forma maggiore e talaltra in forma minore. Si tratta comunque di aiuti importanti per la vita del paziente.
Tra i sintomi su cui si è potuto lavorare psicologicamente con una certa efficacia, possiamo citare:

  • Ansia ridotta
  • Disagio fisico ridotto
  • Dolore attenuato
  • Equilibrio e mobilità migliorati
  • Flessibilità maggiore
  • Insonnia ridotta
  • Iperidrosi contenuta
  • Libido potenziata
  • Memoria mantenuta
  • Motivazione e impegno maggiore nella vita quotidiana
  • Paura per la situazione che si affievolisce
  • Rigidità ridotta
  • Sonno più sereno
  • Tranquillità accresciuta
  • Tremori limitati
  • Umore più positivo
  • Qualità della vita migliorata nel suo insieme

 

La dimensione scientifico-clinica conclamata

 

Flamand-Roze, C., Célestin-Lhopiteau, I, Roze, E. (2016). Hypnosis and movement disorders: State of the art and perspectives. Revue Neurologique, 172, 530-536.

I dottori Flamand-Roze, Célestin-Lhopiteau e Roze (del Centre Hospitalier Sud-Francilien, Universite´ Paris Sud) conducono un’analisi sistematica di quanto è stato acquisito in tema di interventi ipnotico-suggestivi sulle patologie del movimento nel database PubMed (il più importante in medicina a livello internazionale) tra il 1984 e il 2015.

Approfondiscono in particolare il contributo offerto da tredici contributi, particolarmente autorevoli e attendibili.

In base alla loro ampia rassegna, l’ipnosi-suggestione dimostra di poter rappresentare una interessante terapia complementare per affrontare i disturbi del movimento, in particolare nel caso della malattia di Parkinson e dei tic connessi alla sindrome di Gilles de la Tourette.

Uno dei maggiori punti di forza per il supporto psicologico a queste patologie risiede, secondo questi clinici, nel fatto che il counseling psicologico professionale interviene non solo sui sintomi, ma anche sul benessere esistenziale della persona, mentre aiuta i pazienti ad assumere un ruolo più attivo nel trattamento.

A conclusione dello studio, gli autori non ritengono di avere accumulato dati sufficienti per trarre conclusioni definitive sulla efficacia dell’intervento psicologico riguardo alla dimensione neurologica neuroanatomica e funzionale.

Rilevano però con evidenza che si riscontrano spesso degli effetti positivi sulla vita dei pazienti, in termini di riduzione del disagio, di riduzione dei sintomi e più in generale di miglioramento nella qualità della vita.

 

Sliwinski, J. Elkins, G. (2017). Parkinson’s disease. In: Elkins, G.R., editor, Handbook of medical and psychological hypnosis: Foundations, applications, and professional issues. New Yotk: Springer, 367-370.

Sliwinski ed Elkins ci ricordano che la malattia di Parkinson può ridurre la qualità della vita del paziente in modi differenti e con notevole variabilità individuale. Nell’intervento sanitario in materia si possono dunque sviluppare strategie diverse.

Mentre alcuni pazienti cercano sollievo dalle manifestazioni fisiche del disturbo, altri possono essere maggiormente turbati da sofferenze di natura psicologica. Altri ancora possono trovarsi in difficoltà su altre modalità comportamentali.

I clinici suggeriscono quindi di condurre un adeguato screening anamnestico approfondito, così da poter costruire strategie ipnotico-suggestive  ottimizzate per soddisfare al meglio le esigenze particolari di ciascun singolo paziente.

Concludono che, sebbene la ricerca sull’ipnosi-suggestione con riferimento alla malattia di Parkinson sia stata relativamente limitata, i risultati ottenuti sinora si sono rivelati molto promettenti.

In particolare: le psicotecniche ipnotico-suggestive si si sono dimostrate efficaci nel trattamento di molti dei sintomi della malattia di Parkinson e possono dunque offrire credibilmente delle speranze significative a molti pazienti.

 

Efficacy of Ericksonian Hypnosis in the Management of Chronic Pain Related to Parkinson’s Disease (DOLHYP-PARK-1) – Puiblished by: ClinicalTrials.gov https://clinicaltrials.gov/ct2/home, Identifier: NCT04259203.

A partire dall’agosto 2020, si sta sviluppando uno studio sistematico da parte di alcune sedi ospedaliere internazionali, supervisionato in collaborazione tra il Policlinico Universitario della Università di Lilla (CHU LILLE – Centre Hospitalier Universitaire de Lille) e la Associazione nazionale francese per il Parkinson.

Lo studio (trial) è dedicato a verificare l’efficacia dell’ipnosi-suggestione, somministrata secondo un protocollo ispirato a Milton Erickson, nel trattamento del dolore cronico in pazienti con malattia di Parkinson.

La metà dei pazienti segue un protocollo di psicotecnica ipnotico-suggestiva, mentre l’altra metà dei partecipanti viene seguita con le sole (peraltro eccellenti) cure mediche abituali.

L’intervento specialistico sperimentale consiste, per ogni soggetto, in 5 sedute di ipnosi disegnate sullo specifico paziente (una sessione a settimana nell’arco di circa due mesi) associate all’apprendimento dell’autoipnosi, da esercitare a casa propria tra una seduta e l’altra.

L’intervento, controllato in forma molto sistematica e approfondita (tanto da prevedere di concludersi solo nel 2024) riguarda attualmente 76 pazienti, donne e uomini fino a 80 anni e oltre d’età.

Il trattamento è condotto da professionisti ipnoterapeuti clinici esperti.

Lo studio clinico-sperimentale dell’Università di Lillea non è ancora in grado di fornire pubblicamente dati definitivi, vista la rigida sistematicità con cui se ne intende valutare ogni passaggio, ma i ricercatori sono ottimisti.

Ricordiamo qui il trial dell’Ospedale  Universitario di Lille, benché ancora in fase di realizzazione, per rendere l’idea di quanta rilevanza viene attribuita dal sistema sanitario internazionale al contributo potenziale delle psicotecniche ipnotico-suggestive nell’aiutare efficacemente le persone che soffrono di questo genere di disagi.

 

Sproesser, E., Viana, M.A., Quagliato, E.M.A.B., Pedroso de Souza, E.A. (2010). The effect of psychotherapy in patients with PD: A controlled study. Parkinsonism and Related Disorders, 16, 298–300.

A completamento di questi significativi esempi, merita citare il lavoro di Sproesser, Viana, Quagliato e Pedroso de Souza, presso il Department of Neurology, Faculty of Medical Science, University of Campinas (UNICAMP, Sao Paulo do Brazil).

Questi clinici estendono infatti l’intervento ad un’altra psicotecnica, sorella ma autonoma rispetto alla ipnosi-suggestione,  ovvero alla drammatizzazione psicologica.

Il loro intervento pilota è consistito nel realizzare una serie di 12 sessioni di psicodramma o role-playing o teatro attuale, a distanza di 2 settimane una dall’altra nell’arco di 6 mesi, con un gruppo di 16 soggetti adulti volontari maschi e femmine, diagnosticati pazienti parkinsoniani,

Il risultato dell’esperienza, verificato anche attraverso la somministrazione di una batteria di test psicologici e di questionari, evidenzia un netto miglioramento (statisticamente significativo) nella condizione dei pazienti che hanno potuto partecipare alla terapia, specie per quanto riguarda la diminuzione degli indici di depressione e di ansia, con una contemporanea crescita dell’indice Quol (Quality of Life).

 

→ Ricordo infine alcuni altri contributi autorevoli, a conferma dell’efficacia dell’ipnosi-suggestione per aiutare il paziente con Parkinson, da cui si possono trarre ulteriori precisazioni e conferme :

Mozzoni, M. (2018). Ipnosi e Parkinson. Ipnosi, 1, 41-50.

Elkins, G., Sliwinski, J., Bowers, J., Encarnacion, E. (2013). Feasibility of clinical hypnosis for the treatment of Parkinson’s disease: A case study. International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis, 61(2), 172-182.

Wain, H.J., Amen, D., Jabbari, B. (1990). The effects of hypnosis on a parkinsonian tremor: Case report with polygraph/EEG recordings. American Journal of Clinical Hypnosys, 33(2), 94-98.

 

Conclusioni: Un presente promettente

 

A chiusa di questa introduzione, tanto sintetica quanto solida sul piano delle evidenze clinico-sperimentali, possiamo concludere che le psicotecniche in genere, e quelle ipnotico-suggestive in particolare, realisticamente non ci guariranno dal Parkinson (come peraltro, ahimè, non riescono a fare neppure le terapie bio-mediche) ma possono anch’essere offrire un contributo importante di supporto e di miglioramento per il paziente.

 

 


 

L’intervento psicologico efficace sui problemi legati al disagio da Parkinson, all’interno del nostro gruppo di Psicotecnica, è stato sviluppato in particolare dalla Dr Cristiana Tedeschi, che da tempo contribuisce a dare un aiuto psicotecnico importante sul tema specifico sia per interesse clinico-scientifico specialistico sia per il preciso desiderio di aiutare in questa situazione.

Puoi contattare telefonicamente la Dr Tedeschi al numero 3355459315 per un appuntamento a Milano presso il suo Studio in zona Monforte-Vittoria.