Voglio diventare mamma : La psicotecnica mi può aiutare

 

 

Il problema di partenza è: voglio avere un bambino, ma non ci riesco.

Questa circostanza è davvero snervante e suona ancora più faticosa da sopportare quando, da un punto di vista biomedico, non si riesce a interpretare in modo chiaro tale nostra difficoltà a generare o quando (come talvolta accade) ci vengono offerte delle spiegazioni vaghe, poco convincenti o di scarsa utilità operativa.

Sul piano scientifico-clinico, si parla allora spesso di infertilità psicosomatica o funzionale o idiopatica, di sterilità più o meno psicologica o più o meno temporanea, come anche di effetti determinati da uno stato di ansia e di stress, o di inibizioni emotive connesse alla procreazione e così via.

Ma il punto che interessa davvero alle persone che si rivolgono a noi, si sintetizza comunque, al di là delle varie elaborazioni teoriche, nella concreta difficoltà riscontrata a diventare genitori e nella convinta volontà di attingere a tutte le risorse disponibili per riuscire a concepire il pupo tanto desiderato.

La letteratura scientifica, sia teorica sia di ricerca, sulla psicologia dell’infertilità è vasta ed offre diverse interpretazioni alternative.

Tuttavia: in questa sede non studiamo le teorie sul tema (per cui rimandiamo a testi e seminari universitari ed ai vari contributi offerti dagli specialisti, anche su internet) bensì intendiamo segnalare in che modo è possibile intervenire per favorire effettivamente il risultato tanto sognato.

In due parole: come riuscire a concepire il baby!

Vediamo dunque alcuni dati clinici piuttosto chiari e autorevoli, così da renderci ben conto del fatto che, come sempre accade con la psicotecnica, non siamo in grado di produrre miracoli, né di ottenere risultati drastici sempre e comunque, ma che in tanti casi è possibile offrire davvero un aiuto efficace, e talvolta risolutivo, a chi si trova in situazione di difficoltà.

 

La dimensione scientifico-clinica conclamata

 

Erickson, M.H. (1958). A clinical experimental approach to psychogenic infertility. Paper presented at the American Society of Clinical Hypnosis Annual Meeting, October 4. Now in: Erickson, M.H. (1931-1977). The collected papers of Milton H. Erickson on hypnosis. New York: Irvington, 1980, Volume 2, 196-202.

Il leggendario psicologo Milton Erickson, nel corso di molti anni di counseling , viene consultato singolarmente da almeno una ventina di donne che desiderano concepire un bambino, ma che non riescono a rimanere gravide.

Eppure queste pazienti ci stanno provando tutte seriamente, ognuna da non meno di quattro anni, al momento della consulenza per cui si rivolgono ad Erickson.

Una diecina di esse rinuncia all’impresa, dopo una prima consultazione.

Le dieci donne che decidono invece di affidarsi alla consulenza di Erickson, per una durata che si sviluppa in un arco di tempo che varia (dall’una all’altra tra) i due e i tredici mesi, rimangono in seguito tutte gravide.

Lo ripeto, giusto per cogliere il senso di questo dato clinico oggettivo: tutte.

Il che non ci garantisce certo (Erickson è il primo a sottolinearlo) che questo avverrà sempre e comunque per tutte.

Però ci testimonia autorevolmente del fatto che potrebbe anche succedere.

 

Quinn, P.D.R., Pawson, R. (1994). Conceptions of the mind: The role of hypnotherapy interventions in medically-unexplained, functional and psychosomatic infertility. European Journal of Clinical Hypnosis, 1(4), 8-17.

Quinn e Pawson (che operano nel contesto accademico del Chelsea and Westminster Hospital e nella pratica privata a Londra) raccolgono un campione di 40 donne (con età tra i 26 e i 42 anni; età media: 32) le quali stanno cercando di diventare madri, ma al momento non riescono ad ottenere l’ambito risultato.

Di queste persone: 30 sono in situazione di infertilità primaria, nel senso che non riescono a concepire il loro primo figlio; mentre le altre 10 vivono una infertilità secondaria, nel senso che hanno già avuto figli, ma sul momento non riescono a concepire nuovamente.

Le pazienti sono state indirizzate alla consulenza di Quinn e Pawson da parte di sanitari operanti in ospedali londinesi, che ritenevano potessero avvantaggiarsi di un intervento psicologico di supporto ai fini del concepimento.

Al momento di intraprendere il percorso ipnotico-suggestivo, le pazienti ricevevano già da tempo assistenza sanitaria standard per migliorare la situazione, da un periodo di tempo che variava (dall’una all’altra) fra i 2 e i 12 anni, con una media di 3.5 anni di impegno assiduo, benché senza risultato.

Successivamente al trattamento, che consisteva di 9 sessioni in media per ciascuna, affiancato alle opportune assistenze standard individuali di natura biomedica, 26 delle pazienti (65%) rimangono gravide e portano a termine la gestazione, dando vita complessivamente a 28 bambini. Ripeto: 65%.

Si sono verificati anche 2 casi di aborto spontaneo, che corrispondono ad una incidenza del 7%, che è considerata comunque un evento infausto e da cercare di limitare, ma che risulta essere piuttosto contenuta se confrontata con quanto (purtroppo) accade mediamente nella popolazione.

Altre 8 pazienti, che pure non conseguono il concepimento desiderato, testimoniano di vari effetti positivi in termini psicologici, nella direzione di una più soddisfacente condizione esistenziale e talvolta anche di un netto miglioramento per quanto riguarda alcuni disagi ginecologici.

I ricercatori esprimono tutte le cautele del caso nella interpretazione di queste evidenze, così come riguardo alla possibilità di generalizzare in modo definitivo i loro dati clinici, ma certo non possono mancare di evidenziare la notevole solidità dei fatti rilevati.

 

Levitas, E., Parmet, A., Lunenfeld, E., Bentov, Y., Burstein, E., Friger, M., Potashnik, G. (2006). Impact of hypnosis during embryo transfer on the outcome of in vitro fertilization-embryo transfer: A case-control study. Fertility and Sterility, 85(5), 1404-1408.

Vediamo ora un’altra solida ricerca sul campo, che affronta il caso particolare del l’intervento di maternità assistita (fecondazione in vitro con trasferimento di embrioni).

La procedura attuata in questo caso è su base biomedica, ma evidenzia comunque e in modo plateale quanto il fattore psicologico, e in particolare la psicotecnica ipnotico-suggestiva, possa contribuire a favorire il concepimento in generale.

Il contributo è attuato ad un livello di evidence based contolled trial dei più ineccepibili.

Levitas e Collaboratori, in questa ricerca clinica realizzata dalla Academic Fertility and IVF Unit presso il Soroka University Medical Center di Beer-Sheva in Israele, assistono alcune donne (al momento infertili) che si sottopongono ad una procedura di fertilizzazione in vitro con 98 cicli di somministrazione del tipo IIVF:ET (Vitro Fertilization Pre-Embryo Transfer).

L’intervento è accompagnato, per ciascuna singola paziente, da uno specifico percorso ipnotico-suggestivo finalizzato a favorirne la fertilità.

L’equipe medica confronta gli effetti ottenuti su questo campione di pazienti con l’evolversi delle condizioni di un un campione di donne (gruppo di controllo) cui vengono somministrati i 98 cicli IIVF:ET, ma senza accompagnamento del supporto psicotecnico.

Alla conclusione del trattamento, i risultati sono, per usare le loro precise parole, così da essere il più possibile precisi:

“Abbiamo ottenuto 52 gravidanze cliniche su 98 cicli (53,1%) con un tasso di impianto del 28% tra i cicli di ipnosi IVF/ET e 29 su 96 (30,2%) gravidanze cliniche e un tasso di impianto del 14,4% nei cicli di controllo”.

Detto in termini più semplici: metà delle pazienti (53%) che hanno usufruito dell’accompagnamento ipnotico-suggestivo rimangono gravide, mentre il concepimento interviene solo in un terzo (30%) di quelle del campione di controllo, che non hanno usufruito dell’esperienza ipnotico-suggestiva specifica.

 

Vyas, R., Adwanikar, G., Hathi, L., Vyas, B. (2013). Psychotherapeutic intervention with hypnosis in 554 couples with reproductive failure. Journal of Indian Medical Association, 111(3), 167-169, 173.

Vyas, Adwanikar, Hathi e Vyas, presso il Policlinico Universitario della Maharaja Sayajirao University di Baroda nel Gujarat in India, sintetizzano la loro prolungata esperienza, realizzata nell’arco di 28 anni, con un complesso di 554 coppie, che non presentano anomalie anatomiche o fisiologiche, le quali evidenziavano una “insufficienza riproduttiva inspiegabile”, che cioè al momento non riuscivano ad avere figli pur desiderandoli.

Tutte le coppie sono state assistite con terapia psicologica, secondo modalità variabili costruite ciascuna sul caso specifico, ma tutte hanno ricevuto anche un supporto di ipnosi-suggestione, sia indiretta sia diretta, in affiancamento al protocollo standard per l’indagine e la terapia delle coppie infertili quale viene realizzato tipicamente presso la MS University.

L’ipnoterapia è stata mirata inizialmente a ridurre lo stato di ansia-stress generale, per poi focalizzarsi su condizioni di disagio più specifiche.

I clinici-ricercatori valutano questa loro esperienza clinica come molto positiva ed efficacie, visto che il concepimento e la conseguente gravidanza è intervenuta nel 72% dei casi.

Il dato è davvero illuminante, anche considerando che si tratta di persone originariamente indirizzate al servizio con una diagnosi di “insufficienza riproduttiva inspiegabile” espressa da fonti sanitarie qualificate.

Anche in questo report, i clinici tengono a dichiararsi cauti nel ricavare conclusioni esagerate, ma certo i loro dati sono quanto meno confortanti in termini evidence based.

 

A conclusione di questa breve quanto stimolante rassegna, riportiamo i riferimenti relativi ad alcuni casi singoli, tra i molti pubblicati nella letteratura specialistica, a partire dall’inquadramento del tema prodotto ufficialmente dall’American Psychological Association.
Li citiamo soprattutto per offrire elementi di riflessione e di approfondimento per i colleghi che utilizzano (o che intendono prepararsi ad utilizzare in futuro) strumenti psicotecnici analoghi nella loro professione medica o psicologica o sanitaria in genere:

Mikesell, S.G. (2000). Infertility and pregnancy loss: Hypnotic interventions for reproductive challenges. In: Healing from within: The use of hypnosis in women’s health care. Hornyak, L.M., Green, J.P., editors. Washington DC: American Psychological Association, 191-212.

Eastburn, L. (2017). It’s conceivable!: Hypnosis for fertility. 2nd edition. Seattle: CreateSpace.

Casareno, G.E. (2016). Using hypnosis to enhance fertility for women experiencing infertility. Northridge CA: California State University Northridge.

Hutchinson-Phillips , S. (2003). Recipe for a miracle: Determination, Optimism, Medical Technology, and Hypnosis in IVF. Australian Journal of Clinical and Experimental Hypnosis, 31(2), 121-127.

Gravitz, M.A. (1995). Hypnosis in the treatment of functional infertility. American Journal of Clinical Hypnosis, 38(1), 22–26.

Maden, W. (1989). Successful treatment of infertility: Case report.. British Journal of Experimental and Clinical Hypnosis, 6(3), 185-186.

Muehleman, T. (1978). Age regression as a possible enhancement to conception: A case report. American Journal of Clinical Hypnosis, 20(4), 282–283.

 

Conclusione: Psicotecnica per la tua maternità

 

Il desiderio di concepire una nuova vita può talvolta essere reso assai difficile da fattori di ordine biomedico, che ne impediscono la realizzazione.

Ci sono però anche molte circostanze in cui la volontà di diventare madre viene ostacolata da fattori che possono risultare affrontabili, e non di rado superabili, con le opportune tecniche psicologiche.

O almeno: questo appare evidente a partire dalle ricerche cliniche specialistiche di cui abbiamo appena avvicinato qui alcuni esempi significativi; così come viene riferito anche in tanti altri contributi che si possono trovare nella letteratura scientifico-clinica in materia.

Quindi, se non riesci ad avere un bambino ma lo desideri: affidati con fiducia a tutto ciò che l’arte biomedica ti mette a disposizione. Fai bene. Sei nelle ottime mani dei nostri grandi medici.

Se poi vuoi completare il quadro dei tuoi tentativi, con una psicotecnica di supporto che può rappresentare davvero il tuo asso nella manica, puoi sempre cogliere l’opportunità di venire da noi che ti possiamo dare una mano assai promettente.

Dubitiamo che te ne pentirai.

 

 


 

 

L’intervento psicologico efficace in tema di apparente “insufficienza riproduttiva inspiegabile”, all’interno del nostro gruppo di Psicotecnica, è stato sviluppato in particolare dalla Dr Renata Viano, che da tempo contribuisce a dare un aiuto psicotecnico importante sul tema specifico sia per interesse clinico-scientifico specialistico sia per il preciso desiderio di aiutare in questa situazione.

Puoi contattare telefonicamente la Dr Viano al numero 3474753143 per un appuntamento a Milano presso il suo Studio in zona Romana-Vittoria.